Scuola, la bozza divide: il richiamo alla Costituzione
Giuseppe Arconzo, docente alla Statale di Milano, segnala limiti finanziari e possibili contraddizioni nel testo annunciato dal governo
L’accesso all’istruzione è il punto centrale sollevato da Giuseppe Arconzo, costituzionalista e professore ordinario all’Università Statale di Milano. A suo giudizio, la bozza del decreto scuola annunciata due giorni fa potrebbe non essere compatibile con i principi fissati dalla Carta.
Il docente mantiene comunque una posizione prudente, perché sul provvedimento sono circolate più versioni. Le sue valutazioni riguardano quindi il testo disponibile in questa fase e non una formulazione definitiva.
Il richiamo all’articolo 34
A fondamento delle sue osservazioni c’è l’articolo 34 della Costituzione, che descrive una scuola “aperta a tutti”. Arconzo ricorda che il sistema pubblico dovrebbe consentire a ogni persona di arrivare ai livelli più alti dell’istruzione.
“L’articolo 34 della Costituzione parla di una scuola ‘aperta a tutti’, in cui ciascuno deve essere messo in grado di raggiungere i massimi livelli di istruzione”, ha spiegato il costituzionalista. Da qui nasce il dubbio sulla coerenza della bozza con il dettato costituzionale.
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Risorse e contraddizioni nel testo
Secondo il sottotitolo del provvedimento esaminato dal docente, il decreto non sarebbe accompagnato da risorse sufficienti. Questo limite, unito ad alcuni elementi ritenuti contraddittori, alimenta le perplessità sull’effettiva capacità delle misure di garantire a tutti pari opportunità nel percorso scolastico.
Arconzo ha precisato che il giudizio va letto con cautela, visto il carattere ancora provvisorio del documento. “Ecco, io credo che questo decreto, perlomeno stando alla bozza annunciata due giorni fa, sia in contrasto con quell’articolo”, ha affermato riferendosi all’articolo 34.
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