Scontri a Milano, Sala accusa il governo: Tajani rilancia il Cdm
Dopo i danni nel centro cittadino, il sindaco contesta la gestione dell’ordine pubblico mentre Salvini invoca sanzioni e Tajani propone una riunione del governo a Milano.
Il centro di Milano resta al centro dello scontro politico dopo i danneggiamenti avvenuti sabato pomeriggio ai danni di negozi, locali e vetrine. Giuseppe Sala punta il dito sulla gestione della sicurezza, mentre dal governo arrivano richieste di fermezza e la proposta di riunire il Consiglio dei ministri in città.
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Sala contesta la gestione della sicurezza
Il sindaco sostiene che l’apparato predisposto per l’ordine pubblico non fosse adeguato alla situazione. A suo giudizio, in particolare nell’area di piazza Duomo, il numero dei manifestanti era molto elevato rispetto alla presenza delle forze dell’ordine.
Sala ha inoltre affermato che il momento sarebbe stato sottovalutato. La sua posizione apre un confronto con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sulla preparazione dei servizi di sicurezza e sulla responsabilità per quanto accaduto.
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Dal governo arrivano reazioni dure
Matteo Salvini ha chiesto conseguenze per chi ha partecipato agli scontri e ai danneggiamenti. «Chi rompe paga. Stop alla cittadinanza a chi fa scontri», ha scritto il vicepremier, collegando la sua richiesta al tema delle responsabilità individuali.
Antonio Tajani ha invece indicato la possibilità di svolgere a Milano una riunione del Consiglio dei ministri. La proposta arriva mentre la città si prepara a un’altra giornata segnata dal timore di nuove tensioni e il dibattito politico resta concentrato sulla sicurezza nel centro urbano.
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