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Politica 2 min di lettura1 ora fa

Scontri a Milano, Piantedosi alza il tiro: «Nessuna impunità»

Il ministro difende la gestione dell’ordine pubblico e replica al sindaco Sala dopo le violenze durante le manifestazioni in città.

Il governo non intende arretrare di fronte alle violenze registrate a Milano. Dopo gli arresti già eseguiti, il Viminale ha annunciato ulteriori indagini per individuare tutti i responsabili, anche tra i protagonisti minorenni dei disordini: «Le azioni proditorie attuate da questi esagitati professionisti del disordine non resteranno impunite», ha assicurato Matteo Piantedosi.

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La linea del Viminale non cambia

Il ministro ha ribadito che chi ha commesso reati dovrà risponderne nelle sedi penali previste dalla legge. L’obiettivo dichiarato resta duplice: migliorare la prevenzione degli episodi violenti e, nello stesso tempo, evitare che le responsabilità individuali vengano attenuate o trasferite sulle istituzioni.

Piantedosi ha aggiunto che l’esecutivo non si lascerà condizionare da chi sceglie la prevaricazione. Secondo la sua ricostruzione, le forze dell’ordine hanno garantito lo svolgimento delle manifestazioni con professionalità, intervenendo nei momenti più delicati con prudenza ed equilibrio.


La replica alle critiche di Sala

Il ministro ha poi contestato l’analisi di Beppe Sala, che aveva segnalato una presenza ritenuta insufficiente degli agenti nelle aree interessate dai disordini. A suo giudizio, il numero degli operatori impiegati non può diventare il punto centrale del confronto, perché rischierebbe di distogliere l’attenzione da chi ha devastato la città e attaccato i rappresentanti delle forze dell’ordine.

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Piantedosi ha ricordato che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva chiesto di condannare con fermezza le violenze e di esprimere solidarietà ai poliziotti aggrediti. Ha inoltre definito come «un’operazione di mistificazione della realtà» l’idea di diluire la responsabilità degli autori degli scontri in una discussione sull’organizzazione del servizio di sicurezza.


Agenti in piazza, ma con vincoli precisi

Nella valutazione del ministro, gli operatori presenti a Milano hanno agito correttamente e avrebbero contribuito a evitare conseguenze ancora più gravi. Le difficoltà nel contenere i gruppi violenti, ha spiegato, dipendono anche dalle regole che impongono agli agenti di usare la forza soltanto quando è indispensabile e di limitare il più possibile i rischi.

La verifica sull’adeguatezza del dispositivo, ha precisato Piantedosi, potrà comunque essere svolta a posteriori per affrontare meglio eventuali fenomeni futuri. Resta però netta la distinzione tra l’analisi delle misure preventive e l’attribuzione delle colpe: «La responsabilità di chi usa la violenza non può essere diluita in una polemica sul numero dei poliziotti».

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