Schlein avverte l’alleanza: prima il programma, poi chi la guiderà
La segretaria dem chiede un accordo vincolante per tutta l’area progressista e rivendica il ruolo centrale del Pd, forte del doppio dei consensi ottenuti dagli alleati
Il centrosinistra dovrà definire prima obiettivi e impegni condivisi, rinviando a una fase successiva la scelta della leadership. È questa la linea indicata da Elly Schlein durante la riunione della direzione del Pd al Nazareno, con un richiamo al peso elettorale del partito nell’alleanza.
Il programma viene prima della guida
Secondo Schlein, il progetto politico dovrà nascere dal confronto con tutte le forze progressiste e anche dal coinvolgimento diretto dei cittadini. La segretaria ha chiesto che il risultato sia un accordo vincolante per ogni componente e per gli elettori: «Prima il programma comune, poi la guida, perché chi guida deve guidare tutta l’alleanza, non solo un partito».
Il percorso, ha spiegato, resta aperto a chiunque voglia contribuire alla costruzione di un’alternativa alla destra. La definizione del programma dovrà quindi essere condivisa, senza limitarsi a un’intesa tra i vertici dei partiti.
Il Pd rivendica il suo peso
Nel suo intervento, Schlein ha sottolineato che il Pd non può essere considerato una forza qualsiasi all’interno del confronto tra gli alleati. Il partito, ha ricordato, è risultato la principale formazione dell’opposizione grazie ai consensi raccolti alle elezioni europee, regionali e comunali, dove ha ottenuto il doppio dei voti rispetto alle altre forze della coalizione.
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«Generosi sì, ingenui no», ha affermato la segretaria, rivendicando il lavoro svolto per conquistare quei risultati. L’apertura al dialogo, dunque, non dovrebbe tradursi nella rinuncia a riconoscere il ruolo del Pd nella definizione dell’indirizzo comune.
Unità e Costituzione come bussola
Schlein ha inoltre rivendicato il lavoro compiuto negli ultimi anni per ricomporre sia il partito sia l’area progressista. A suo giudizio, oggi esiste un’intesa strategica tra forze autonome che, unite, possono contendere il governo alla destra.
La segretaria ha escluso che il centrosinistra possa tornare a dividersi, sostenendo che l’alternativa è ormai concreta anche se il cammino non è concluso. Il riferimento comune, ha indicato, dovrà restare la Costituzione.
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