Schlein detta le condizioni: niente larghe intese, il Pd vuole guidare
La segretaria dem rivendica il peso del partito nell’alleanza progressista e rilancia la sfida al governo in vista delle elezioni del 2027.
Il Partito democratico non punta a un compromesso dopo il voto: Elly Schlein indica nella vittoria dell’alleanza progressista l’unica strada per arrivare al governo. Dalla direzione nazionale del Pd, la segretaria ha rivendicato il ruolo centrale dei dem nella futura coalizione e ha respinto l’ipotesi di intese trasversali con il centrodestra.
Il Pd vuole guidare la coalizione
Schlein ha chiarito che il programma dovrà essere costruito insieme agli alleati, ma senza cancellare il peso elettorale delle singole forze. Il Pd, ha ricordato, è oggi il principale partito dell’opposizione e alle europee, alle regionali e alle comunali ha raccolto circa il doppio dei voti degli altri soggetti coinvolti nel possibile campo progressista.
La segretaria ha quindi escluso una parità automatica nelle decisioni e ha rivendicato il risultato ottenuto dal partito dopo la fase più difficile. «Generosi sì, ingenui no», ha sintetizzato davanti alla direzione, approvando all’unanimità la sua relazione, anche se senza la partecipazione dell’area riformista. Schlein ha comunque lasciato aperta la porta alle primarie, sostenendo che, qualora si svolgessero, potrebbero essere vinte dall’intera coalizione.
La sfida al governo Meloni
Guardando alle elezioni previste nel 2027, Schlein ha definito il momento attuale decisivo per il futuro dell’Italia e dell’Europa. Il suo obiettivo è presentare un gruppo dirigente capace di guidare sia l’alleanza sia il Paese: «Dopo vent’anni abbiamo la possibilità di vincere le elezioni, di portare il cambiamento, di migliorare la vita delle persone».
Nel suo intervento ha attaccato Giorgia Meloni, accusando l’esecutivo di aver trasformato la stabilità in immobilismo. Secondo la leader dem, il governo avrebbe sprecato una maggioranza ampia senza affrontare in modo efficace tasse, natalità, precarietà, costo della vita, salari e crescita. Schlein ha chiesto elezioni anticipate, sostenendo che, dopo anni di governo, la responsabilità dei risultati non può essere attribuita continuamente ad altri.
La premier ha replicato a distanza con un messaggio sui social. Ha osservato che Schlein avrebbe risposto con molto ritardo a una domanda rivoltale quasi due settimane prima e ha definito false le dieci contestazioni mosse dalla segretaria.
Legge elettorale e niente compromessi
Un altro punto riguarda lo Stabilicum, contro il quale il Pd intende continuare a votare insieme alle altre opposizioni. Schlein ha confermato la linea contraria alla legge elettorale e la volontà di ostacolarla in Parlamento, come già avvenuto a luglio.
Sul dopo-voto, la segretaria ha escluso la possibilità di sostenere un governo di larghe intese in caso di pareggio. Prima della scelta del candidato alla guida, ha spiegato, dovrà essere definito un programma comune e vincolante per tutti gli alleati; soltanto dopo si stabilirà chi rappresenterà l’intera coalizione.
Nel finale, Schlein ha rivendicato la crescita del Pd nelle diverse tornate elettorali, il rafforzamento del tesseramento, la riapertura di sedi storiche e l’aumento delle risorse destinate ai territori. Ha ricordato anche le previsioni di chi scommetteva su una sua permanenza breve e su una divisione del partito, sostenendo che ora resti soltanto l’ultimo tratto del percorso verso la vittoria.
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