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Politica 3 min di lettura1 ora fa

Sannazaro, 5 milioni già previsti: la promessa di Giuli a Napoli

Il ministro annuncia risorse per il teatro napoletano e rivendica il taglio dell’Iva sulla cultura, illustrando anche le nuove regole per cinema e libri.

Il teatro Sannazaro di Napoli potrebbe passare allo Stato, ma l’operazione resta legata a una serie di passaggi tecnici e giudiziari. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha assicurato che nella programmazione triennale sono stati inseriti 5 milioni di euro, invitando però ad attendere il dissequestro dell’edificio e le verifiche sulla sicurezza.

L’annuncio è arrivato durante i “City Talks”, iniziativa organizzata da Spin Factor nella sede di Acen, a Napoli, in un’intervista con il direttore di Adnkronos Davide Desario. Nel corso dell’incontro, Giuli ha parlato anche di fiscalità culturale, cinema, libri e del ruolo delle istituzioni nella gestione del settore.

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Sannazaro, risorse pronte ma tempi tecnici

Secondo il ministro, per il Sannazaro i finanziamenti sono già stati messi a disposizione nell’ambito della pianificazione triennale. Giuli ha spiegato che, dal punto di vista politico, il teatro è considerato come già destinato all’acquisizione da parte del ministero della Cultura, anche se l’iter non è ancora concluso.

Prima di procedere, ha precisato, sarà necessario ottenere il dissequestro e completare le relazioni tecniche sull’agibilità. Il controllo dovrà garantire che l’accesso alla struttura avvenga senza rischi. “Non siamo dei bugiardi e non possiamo fare le promesse che non possiamo mantenere”, ha detto il ministro, sottolineando che l’impegno concreto riguarda proprio la presenza dei fondi e la predisposizione delle procedure.


Cultura, il fisco cambia il peso del settore

Nel bilancio dell’azione di governo, Giuli ha indicato nella riduzione dell’Iva sulla cultura il provvedimento fiscale di maggiore rilievo. Il passaggio dal 22% al 5%, ha sostenuto, produrrebbe effetti non soltanto economici, ma anche sul piano del riconoscimento del valore del comparto.

“Il più grande e imponente taglio di tasse del governo è quello fatto sulla cultura”, ha affermato il ministro. A suo giudizio, l’intervento rafforza l’idea di una cultura capace di contribuire alla società e all’economia, invece di essere considerata esclusivamente un’attività sostenuta dai finanziamenti pubblici.

Per il cinema, Giuli ha descritto una fase di riordino dopo gli squilibri accumulati durante la pandemia. Il ministero, ha spiegato, avrebbe lavorato per superare sia l’eccesso di sostegni concessi in quel periodo sia la successiva scarsità di risorse e di riferimenti normativi.

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Il nuovo assetto dovrebbe offrire maggiore continuità attraverso regole più definite, nuove commissioni e una legge delega ancora all’esame della commissione del Senato. Il ministro ha inoltre rivendicato un’intesa trasversale per rafforzare la professionalizzazione del settore, con un’agenzia, una pianificazione su tre anni e un’indennità di discontinuità più adeguata.


Il lavoro del cinema resta centrale

Nel ragionamento di Giuli, il sostegno pubblico non deve concentrarsi soltanto sui registi più noti. Il comparto comprende infatti tecnici e altre professionalità che, secondo il ministro, spesso incontrano difficoltà ad arrivare alla fine del mese.

L’obiettivo dichiarato è quindi costruire un sistema più prevedibile e meno esposto a decisioni occasionali. La riforma dovrà tenere conto dell’intera filiera, non soltanto dei nomi più visibili al grande pubblico.


Monreale e il nuovo ruolo dei libri

Parlando della Capitale italiana del libro 2027, assegnata a Monreale, Giuli ha sostenuto che il meccanismo delle capitali culturali continua a coinvolgere territori inattesi e a mobilitare energie anche private. La competizione tra proposte, ha aggiunto, sarebbe diventata nel tempo più qualificata.

Il ministro ha definito il libro un punto di aggregazione per comunità, biblioteche e centri culturali, soprattutto in una fase segnata dalle mobilitazioni giovanili e dal peso dei social. Per questo il ministero intende lavorare a un riordino normativo insieme a librai indipendenti, biblioteche ed editori.

Giuli ha infine raccontato di dedicarsi soprattutto a testi storico-religiosi. In questo periodo sta rileggendo “Eros nero” di Boris de Rachewiltz, studio sulle tracce della civiltà egizia nell’Africa subsahariana e nel Maghreb, aree che ha collegato anche all’interesse del Piano Mattei.

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