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Politica 1 min di lettura58 min fa

Carceri e proteste, l’Anm frena il governo: «I minori non sono numeri»

Giuseppe Tango contesta la risposta del ministro Nordio sull’ampliamento dei penitenziari e richiama l’attenzione sul voto per il Csm

La linea indicata dal ministro Nordio sull’ampliamento delle carceri e sulla gestione dei ragazzi arrestati dopo episodi di violenza suscita la reazione dell’Associazione nazionale magistrati. Il presidente Giuseppe Tango chiede di non ridurre i minori a una questione numerica o a un problema esclusivamente penitenziario.

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Tango boccia la risposta del governo

«I minori, anche quelli che praticano violenza da fermare e condannare, non sono numeri. Né problemi da risolvere». Con queste parole Tango ha preso le distanze dall’ipotesi di affrontare le proteste di piazza puntando soprattutto su nuovi posti in carcere e sull’inserimento dei giovani nei penitenziari per adulti.

Il presidente dell’Anm riconosce la necessità di intervenire davanti ai comportamenti violenti, ma contesta l’idea che la risposta possa esaurirsi nell’aumento della detenzione. Nel suo intervento ha definito miope una strategia costruita su più reati e più carceri, pur nel quadro della sua critica alle dichiarazioni del ministro Nordio.

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Il voto per il Csm resta al centro

Nel corso delle sue considerazioni, Tango ha affrontato anche la prossima scelta dei componenti del Consiglio superiore della magistratura. Tra i temi richiamati c’è l’eventuale nuova candidatura di Ferri, un caso già destinato a suscitare attenzione nel confronto interno.

Sul punto, il presidente dell’Anm ha affidato la sua posizione a un auspicio: «Confido in un voto consapevole». La decisione, dunque, viene ricondotta alla valutazione degli elettori chiamati a esprimersi, senza ulteriori elementi indicati nel testo sull’esito o sulle candidature definitive.

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