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Politica 2 min di lettura14 ott

Salis, la notifica non basta: annullata la condanna da 300mila euro

La Corte d’Appello di Milano ha rilevato carenze nelle verifiche dell’ufficiale giudiziario e ha ordinato al Tribunale di riesaminare il caso.

Un solo accesso e verifiche giudicate troppo generiche: è questo il punto che ha portato la Corte d’Appello di Milano a cancellare la sentenza pronunciata senza la presenza di Ilaria Salis. L’europarlamentare di Avs era stata condannata a versare circa 300mila euro a due ex collaboratori, licenziati secondo l’accusa senza una giusta causa.

La decisione, emessa martedì 13 ottobre, non chiude il contenzioso. I giudici hanno infatti disposto che la sezione Lavoro del Tribunale di Milano torni a occuparsi della causa, questa volta dopo aver garantito una corretta convocazione di Salis.

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Il nodo è nella notifica

Secondo quanto ricostruito nelle motivazioni, il primo tentativo risale al 14 ottobre 2025. L’ufficiale giudiziario si recò all’indirizzo milanese indicato come residenza dell’europarlamentare, ma sull’atto lasciò scritto: «Non ho rinvenuto l’abitazione del notificando. Vane le ricerche esperite in loco».

Dopo una richiesta del giudice di primo grado, il 10 dicembre fu eseguito un ulteriore passaggio. In quell’occasione l’atto venne depositato presso la casa comunale, senza che risultassero altre attività di ricerca. Per la Corte, si trattò di una procedura insufficiente sul piano formale: le annotazioni dell’ufficiale non avrebbero spiegato in modo concreto quali accertamenti fossero stati svolti sul posto.

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Perché il processo riparte

Nel provvedimento di 15 pagine, il collegio presieduto dalla giudice Silvia Marina Ravazzoni osserva che dalle carte emerge soltanto una visita all’indirizzo indicato. Non risultano ulteriori tentativi, né contatti con condomini o vicini, o altre iniziative utili a stabilire con certezza che Salis fosse effettivamente irreperibile in quel luogo.

La Corte ha quindi ritenuto che non fosse stata applicata l’ordinaria diligenza richiesta in questi casi. Le ricerche, definite «generiche», non hanno consentito di dimostrare che la destinataria non potesse essere raggiunta, rendendo così invalida la sentenza emessa in sua assenza.

L’effetto della decisione è il rinvio della controversia al primo giudice. Il Tribunale dovrà celebrare nuovamente la causa di lavoro, che in precedenza si era svolta senza la partecipazione di Ilaria Salis, e pronunciarsi ancora sulla richiesta di risarcimento avanzata dai due ex assistenti.

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