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Politica 1 min di lettura6 giorni fa

Rottamazione quinquies, ultima chiamata il 30 settembre: le date da segnare

Per chi ha aderito alla definizione agevolata delle cartelle si avvicina il passaggio decisivo: modalità di versamento, soglie che fanno scattare la decadenza e canali disponibili.

Per chi ha scelto la rottamazione quinquies, la seconda rata in arrivo non è un semplice adempimento: se il piano presenta due mancanze o versamenti incompleti alla scadenza, i vantaggi della sanatoria svaniscono. In caso di ultima rata, però, la legge concede una breve finestra aggiuntiva.


Decadenza dietro l’angolo

Il rinvio di 5 giorni vale solo in situazioni precise: per il pagamento unico, previsto il 31 luglio 2026, oppure per l’ultima tranche quando il contribuente ha optato per la dilazione. In questo secondo caso, il versamento effettuato entro il 5 ottobre viene ancora considerato nei tempi.


I passaggi per saldare

Il versamento va eseguito con il modulo allegato alla comunicazione delle somme dovute. Chi non ha sottomano i documenti può recuperarli nell’area riservata del sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it, dove sono indicati importi e bollettini, oppure richiederli via e-mail dall’area pubblica, senza usare credenziali, ma allegando un documento di identità.

Sono disponibili più canali per pagare: banca, uffici postali, tabaccherie e ricevitorie, sportelli bancomat abilitati, servizi online degli istituti di credito, di Poste Italiane e degli altri Prestatori di servizi di pagamento aderenti al nodo Pago Pa, oltre al portale di agenzia delle entrate Riscossione e all’App Equiclick. È possibile anche fissare un appuntamento agli sportelli di agenzia delle entrate Riscossione.

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Il termine da non mancare

La scadenza da segnare è mercoledì 30 settembre, giorno entro il quale va pagata la seconda rata della rottamazione quinquies. L’indicazione arriva da un avviso di Agenzia delle Entrate Riscossione, che richiama le regole della definizione agevolata inserita nella legge di Bilancio 2026.

La rata precedente era fissata al 31 luglio, e il mancato saldo delle prime due rate può far perdere l’accesso al trattamento agevolato. Per questo Ader invita i contribuenti a controllare con attenzione la propria posizione prima del versamento.

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