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Politica 2 min di lettura11 ott

Reggio Children, il confronto si accende: Massari apre alle scuole ebraiche

Il sindaco di Reggio Emilia respinge le accuse di antisemitismo e invita a riaprire il dialogo dopo il rinvio della visita di educatori statunitensi.

Il sindaco Marco Massari prova a ricucire lo strappo con gli insegnanti delle scuole ebraiche statunitensi che hanno rinviato la visita a Reggio Emilia. «La porta è aperta e la nostra disponibilità è limpida e completa», ha affermato, chiedendo che la vicenda non venga trasformata in uno scontro identitario.

Massari ha ribadito che Reggio Emilia intende restare una città «aperta, antifascista e impegnata contro ogni forma di antisemitismo, razzismo, violenza, guerra e discriminazione». La sua presa di posizione arriva dopo le accuse rivolte al Comune e alla Giunta per una richiesta collegata a Israele e alla guerra nella Striscia di Gaza.


Il sindaco punta sul dialogo

Secondo il primo cittadino, il confronto con la delegazione non si è interrotto. L’amministrazione rispetta la decisione di non partecipare alla trasferta, ma sta lavorando perché l’incontro possa essere organizzato nuovamente in tempi brevi.

Massari ha inoltre annunciato che lunedì accoglierà personalmente in città la delegazione delle scuole israeliane. «Reggio Emilia accoglie tutte le scuole», ha scritto in una nota, richiamando la storia democratica della comunità e il lavoro svolto ogni giorno dagli istituti educativi locali.


La richiesta contestata dagli educatori

La visita di formazione era rivolta a insegnanti ed educatori di scuole ebraiche statunitensi e prevedeva attività dedicate ai diritti dell’infanzia, alla pace e alla partecipazione democratica. Nel corso dei contatti sarebbe stato chiesto ai partecipanti di sottoscrivere un impegno contro la violenza e la guerra, comprendente anche una presa di distanza dalle scelte del governo guidato da Benjamin Netanyahu.

Proprio questo passaggio avrebbe spinto la delegazione a rinviare l’appuntamento previsto nelle strutture di Reggio Children. La richiesta di una posizione esplicita sul conflitto mediorientale è stata giudicata da alcuni interlocutori come una condizione politica collegata alla loro appartenenza a scuole ebraiche.

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Le accuse della Comunità ebraica

Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano, ha parlato di discriminazione e antisemitismo. Ha contestato il coinvolgimento degli insegnanti in una presa di posizione sul conflitto e ha sollecitato le dimissioni del sindaco e della Giunta.

La replica del Comune esclude invece qualsiasi intento discriminatorio. Massari sostiene che il riferimento ai diritti dei bambini riguardasse criteri universali, destinati a chiunque partecipi al percorso educativo e non legati alla religione, all’origine o alla nazionalità degli ospiti.


I principi della Carta educativa

Il sindaco ha richiamato la Carta di Reggio Children per un’educazione democratica e partecipata, presentandola come il quadro di riferimento dell’iniziativa. Il documento, secondo l’amministrazione, promuove ambienti aperti, rispetto dei diritti, dialogo, pace e contrasto a ogni forma di esclusione.

«La Carta non chiede a nessuno di rispondere in quanto ebreo, israeliano o appartenente a qualsiasi altra comunità», ha sottolineato Massari. La richiesta, nella sua ricostruzione, riguardava la condivisione di principi di tutela dell’infanzia validi per ogni bambina e ogni bambino, senza eccezioni.

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