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Politica 2 min di lettura23 set

Reggio Calabria, la sfida che può spaccare la destra

Alle suppletive di domenica e lunedì la maggioranza arriva divisa: in gioco il seggio lasciato libero da Cannizzaro e i rapporti di forza nel centrodestra

Reggio Calabria guarda altrove, tra spiagge ancora affollate e code storiche davanti al chiosco da Cesare, ma dentro il centrodestra si sta consumando uno scontro che potrebbe lasciare strascichi ben oltre il voto. Le suppletive di domenica e lunedì serviranno a scegliere il successore di Cannizzaro, sindaco e riferimento locale di Forza Italia, ma il vero tema è la tenuta della coalizione.


Una partita che pesa più del previsto

La consultazione arriva in un clima tutt’altro che compatto. La maggioranza si presenta divisa e la contesa per il seggio in Parlamento è diventata, di fatto, un test politico per i rapporti tra le diverse anime della destra.

Il banco di prova è Reggio Calabria, dove l’attenzione pubblica resta bassa mentre il confronto interno si fa duro. Proprio questa dinamica alimenta la sensazione che l’esito del voto possa andare oltre la semplice sostituzione di Cannizzaro.


Vannacci alza la tensione

A rendere il quadro ancora più teso è l’ingresso di Roberto Vannacci, che con le sue parole ha finito per guastare i piani di chi sperava in una campagna senza scosse. Il generale ha definito la sfida una possibile “Sassonia” per la destra, richiamando un terreno politico insidioso e pieno di incognite.

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L’effetto, nel centrodestra, è quello di una gara che non si limita a eleggere un nuovo deputato. In gioco c’è anche la gestione dei rapporti tra alleati e, soprattutto, il peso che ciascuna forza potrà rivendicare dopo il voto.


Il seggio lasciato da Cannizzaro

Il posto in Parlamento è rimasto vacante dopo la scelta di Cannizzaro, figura considerata centrale per Forza Italia sul territorio. Da qui nasce una sfida che ha assunto presto un valore simbolico, perché misura non solo la capacità di mobilitare l’elettorato, ma anche la solidità del fronte comune.

Per ora, però, la città sembra osservare tutto da lontano. Mentre la vita quotidiana procede tra mare, passeggiate e gelati, la battaglia politica più delicata si gioca nelle retrovie e promette di pesare molto più del previsto.

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