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Politica 3 min di lettura5 giorni fa

Reggio Calabria, la sfida che può misurare Vannacci: il 90% nel mirino

A pochi giorni dal voto per le suppletive, la città calabrese è diventata il banco di prova del centrodestra e del progetto di Futuro Nazionale, tra polemiche interne, comizi affollati e la scommessa lanciata dall’ex generale.

Domenica 27 e lunedì 28 settembre Reggio Calabria torna alle urne per le suppletive, ma il voto è diventato molto più di una semplice sostituzione a Montecitorio. Qui si misura la forza di Futuro Nazionale e, insieme, la capacità di Roberto Vannacci di trasformare un collegio tradizionalmente orientato a destra in un laboratorio politico nazionale.

Il centrodestra si presenta con Fabio Roscioli, avvocato romano e tesoriere di Forza Italia, mentre il campo largo schiera Frank Benedetto, cardiologo ed ex capogruppo del Pd in consiglio comunale, affiancato da Francesco Toscano di Democrazia sovrana popolare. Sullo sfondo resta però il confronto con Mimmo Giannetti, l’ex forzista candidato anche da Vannacci, che ha acceso il derby interno alla stessa area politica.


Il test che vale più di un seggio

Per la coalizione di governo, la partita reggina è tutt’altro che ordinaria. Francesco Cannizzaro, che ha lasciato il posto alla Camera dopo essere diventato sindaco, ha rivendicato di poter vincere anche questa sfida e ha spiegato che la sua candidatura pesa come se fosse la sua in prima persona.

A renderla ancora più delicata è il fatto che il voto arriva in una città dove il centrodestra si considera in vantaggio, ma dove si è aperta una frattura politica e simbolica. Secondo Vannacci, il risultato potrebbe andare ben oltre i confini calabresi: l’ex generale ha parlato apertamente di una possibile “Sassonia” italiana, con l’obiettivo dichiarato di toccare il 90 per cento.


Piazza Duomo e il messaggio di Vannacci

Il primo comizio del generale in città si è svolto il 23 settembre in piazza Duomo, con circa mille persone presenti. Molti dei suoi sostenitori indossavano magliette nere con la X della Decima Mas, mentre Domenico Furgiuele, responsabile di FnV ed ex Lega, ha richiamato la rivolta di Reggio ricordando il sacrificio di un popolo.

In mezzo alla folla non sono mancati anche contestatori più giovani, che hanno alzato lo slogan dei diritti per tutti. Intanto, dentro il centrodestra viene raccontata un’atmosfera di relativa calma, almeno ufficialmente.

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Su questo punto Cannizzaro ha detto al Corriere della Sera di aver passato la mattina in giro per la città, dalle cinque, per controllare che fosse tutto in ordine. Poi ha liquidato il riferimento alla Sassonia con una battuta: “E ’sta Sassonia, quantomeno a Reggio, non l’ho vista”.


Le accuse e il clima nel centrodestra

A rendere più teso il quadro ci sono anche le contestazioni mosse dagli “avanguardisti” vicini a Vannacci. Il gruppo accusa Cannizzaro di sfruttare il suo ruolo di sindaco metropolitano per contattare i primi cittadini dei comuni del collegio e convincerli al voto in cambio della promessa di deleghe.

Nel frattempo, le telecamere di PiazzaPulita hanno ripreso l’assessore comunale Marco Franchini mentre affermava che Roscioli non avrebbe alcun legame con la città. È un episodio che alimenta la sensazione di una sfida giocata non solo tra coalizioni, ma anche dentro il perimetro stesso della destra reggina.

Pasquale Tridico, eurodeputato del Movimento 5 Stelle e già volto della sfida persa un anno fa contro Roberto Occhiuto, ha ipotizzato che Giorgia Meloni possa finire per stringere un’intesa con il generale. Se dovesse andare così, ha osservato, una vittoria o un successo di FnV costringerebbero la premier a rincorrere subito l’ex generale nella sua ascesa politica.

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