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Politica 1 min di lettura10 ore fa

Marzabotto, l’allarme di Mattarella: la pace non è al sicuro

Nel ricordo delle vittime dell’eccidio, il Presidente della Repubblica richiama il pericolo del ritorno della violenza e indica nella Costituzione la difesa della convivenza civile.

Il ricordo dell’eccidio di Marzabotto diventa per Sergio Mattarella un monito rivolto al presente. Il Presidente della Repubblica avverte che guerre e violenza stanno nuovamente indebolendo le regole costruite per contenerle, con conseguenze profonde sulla dignità umana.


Mattarella rilancia l’allarme sulla guerra

«Ciò che è accaduto può ripetersi», ha affermato Mattarella nel ricordare la strage compiuta dalle SS naziste con il sostegno dei fascisti. Secondo il capo dello Stato, i conflitti in corso stanno facendo arretrare sia la capacità di ragionare sia il senso di umanità.

Nel suo messaggio, il Presidente ha sottolineato che la storia mostra quanto sia fragile una civiltà fondata sulla pace quando vengono meno i limiti alla violenza. Democrazia, partecipazione, solidarietà e giustizia sono stati indicati come gli elementi indispensabili per difenderla.

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La Costituzione nata dal dolore

Mattarella ha poi collegato la memoria di Marzabotto alle radici della Costituzione italiana. Il testo fondamentale, ha spiegato, affonda le proprie origini anche nei luoghi in cui la dignità delle persone fu calpestata e il dolore raggiunse dimensioni indicibili.

La Carta continua a vivere, secondo il Presidente, grazie alla capacità di donne, uomini e comunità di trasformare la sofferenza in speranza. Il ricordo delle vittime diventa così anche una responsabilità collettiva: preservare i principi democratici e la solidarietà che impediscono alla barbarie di ripetersi.

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