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Politica 1 min di lettura4 ore fa

Regeni, il governo frena: prima della richiesta c’è la Cassazione

Dopo l’annuncio di Tommaso Foti sulla provvisionale, Palazzo Chigi precisa la linea e nega contatti riservati con il Cairo prima dell’udienza finale.

Sul caso di Giulio Regeni la posizione del governo cambia rapidamente, tra annunci e successive precisazioni. L’ultima correzione riguarda l’eventuale richiesta di risarcimento all’Egitto, che non verrebbe presentata prima della conclusione del procedimento in Cassazione.


Foti apre, Palazzo Chigi corregge

A sollevare il tema era stato Tommaso Foti, parlando della possibilità di chiedere al Cairo una provvisionale, cioè un anticipo sul risarcimento. L’uscita del ministro ha però richiesto un chiarimento da parte dell’esecutivo.

Palazzo Chigi ha quindi ricondotto l’iniziativa a una fase successiva all’udienza finale. La linea indicata è che qualsiasi domanda formale per ottenere somme dall’Egitto dovrà attendere il passaggio in Cassazione.

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Nessun vertice riservato al Cairo

Nel frattempo, la presidenza del Consiglio ha smentito le notizie diffuse dai mezzi d’informazione egiziani su un presunto incontro riservato prima dell’appuntamento giudiziario conclusivo. Secondo la precisazione arrivata da Palazzo Chigi, non ci sarebbe stato alcun colloquio segreto con le autorità del Cairo.

La gestione della vicenda resta dunque segnata dalla cautela. Ogni dichiarazione pubblica viene seguita da rettifiche o puntualizzazioni, mentre il governo cerca di definire una posizione che tenga insieme l’attesa per la Cassazione e il dossier sui rapporti con l’Egitto.

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