Ranucci, la Rai lo sospende: il verdetto sul reintegro è imminente
Il giornalista dovrà restare lontano dal lavoro per dieci giorni mentre il tribunale valuta il ricorso contro la rimozione da Report
La Rai ha imposto a Sigfrido Ranucci una sospensione di dieci giorni, con conseguente stop anche alla retribuzione. Il provvedimento arriva mentre il tribunale del lavoro di Roma si prepara a decidere sulla richiesta urgente con cui il giornalista contesta la sua uscita dalla conduzione di Report.
Il giudice deve decidere sul reintegro
La pronuncia della giudice Donatella Casari è attesa nel corso di questa settimana e potrebbe arrivare già nelle prossime ore. Dopo l’udienza del 23 settembre, alle parti era stato concesso tempo fino al 30 settembre per depositare le proprie note; Rai e difesa hanno rispettato la scadenza, ma sarebbe stato necessario autorizzare anche ulteriori documenti entro oggi.
Nel frattempo, l’azienda ha prorogato fino al 13 ottobre il termine entro cui Ranucci dovrà scegliere una delle tre alternative proposte dopo la rimozione da Report. Le possibilità indicate sono un incarico da vicedirettore al Tg3, lo stesso ruolo a RaiNews oppure la sede di corrispondente al Cairo.
Nuova sanzione, la difesa reagisce
L’avvocato Roberto De Vita ha annunciato l’intenzione di impugnare la sospensione. Secondo il legale, la decisione della Rai sarebbe arrivata a ridosso del deposito delle difese con cui erano state contestate sia la sostanza delle accuse sia le modalità del procedimento disciplinare.
«Faremo ricorso», ha detto De Vita, aggiungendo che la difesa preferisce non valutare, in attesa del pronunciamento del giudice, la coincidenza tra la nuova sanzione e il procedimento sul reintegro. Ranucci, intanto, continua a promuovere i suoi incontri pubblici: tra i prossimi appuntamenti figura quello di sabato a Bologna, accompagnato dal messaggio «Sempre e per sempre dalla vostra parte mi troverete».
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Le contestazioni mosse dalla Rai
Alla base della sospensione ci sarebbero quattro rilievi disciplinari. Il primo riguarda circa cinquanta accessi nelle strutture Rai di Laura Cianfoni, ex rappresentante della Cisl considerata vicina a Ranucci; gli altri fanno riferimento alla diffusione di conversazioni private con il parlamentare del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto e all’inoltro di diverse comunicazioni aziendali a Valter Lavitola.
La quarta contestazione riguarda presunte critiche denigratorie rivolte a colleghi, tra cui Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Entrambi erano stati inizialmente indicati come possibili successori di Ranucci alla guida di Report, ma Presutti ha poi rinunciato. Il programma dovrebbe tornare in palinsesto dall’8 novembre con Claudia Di Pasquale alla conduzione.
Corsini esclude il ritorno a Report
Paolo Corsini, direttore dell’Approfondimento Rai, ha espresso scetticismo sull’eventualità di un reintegro del giornalista. A margine della presentazione milanese della nuova edizione di 2 di Picche, condotta da Tommaso Cerno, ha dichiarato: «Speriamo non accada, non pensiamo possa accadere, è ucronia».
Corsini ha rivendicato l’operato dell’azienda, spiegando che il lavoro sarebbe stato svolto con serenità e nel rispetto delle procedure. Il Movimento 5 Stelle ha replicato definendo quelle parole una manifestazione di «sfrontatezza che travalica ogni limite» e accusando la Rai di una gestione caratterizzata, a suo giudizio, da impunità.
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