2.000Lettori online ora
Politica 3 min di lettura5 ott

Campo largo, la corsa contro il tempo: primarie o programma

L’ipotesi di voto a maggio riaccende il confronto nel centrosinistra, tra la necessità di definire una piattaforma comune e i dubbi sulla scelta del leader.

Con le elezioni politiche forse fissate a maggio, il centrosinistra deve accelerare su due fronti: costruire un programma condiviso e stabilire come scegliere il candidato alla guida della coalizione. Nel Partito democratico Stefano Bonaccini invita a non trasformare subito il confronto in una disputa sulle primarie: «Mettere da parte» per il momento quella parola, scrivere il programma in poche settimane e poi siglare un accordo tra le forze del possibile schieramento alternativo.

Dal Nazareno non arrivano valutazioni ufficiali sulla possibile data del voto. Tuttavia, negli ambienti del Pd che seguono il dossier si osserva che la finestra ipotizzata per le primarie, compresa tra gennaio e marzo, sarebbe comunque compatibile con un appuntamento elettorale a maggio. Il Movimento 5 Stelle, invece, continua a ritenere preferibile svolgere la consultazione il prima possibile.


Il programma precede la sfida interna

L’idea di una candidatura alternativa alle primarie non è ancora del tutto tramontata. Tra i nomi citati figurano Silvia Salis, Gaetano Manfredi, Roberto Gualtieri e Antonio De Caro, ma nel centrosinistra cresce la convinzione che il nome del leader debba essere scelto dagli elettori della coalizione.

Goffredo Bettini considera le primarie la soluzione più probabile in assenza di una figura terza, autorevole e riconosciuta da tutti. L’esponente dem auspica però un’intesa tra i partiti che trasformi il voto in un’occasione di partecipazione, evitando che si riduca a uno scontro tra apparati. Anche Andrea Orlando ritiene che lo spazio per una candidatura esterna si sia ormai ristretto e chiede di concentrare gli sforzi sulla piattaforma politica comune.


Il voto digitale divide il Pd

La proposta del Movimento 5 Stelle di affiancare alle primarie una modalità di voto digitale apre un confronto interno ai democratici. Nell’area vicina a Elly Schlein l’ipotesi non viene esclusa, ma solo a condizione che siano previste verifiche sull’identità degli elettori e sistemi di autenticazione affidabili.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

I riformisti del Pd restano invece molto prudenti. Simona Malpezzi segnala il rischio di condizionamenti esterni e sostiene che la praticità dello strumento non possa cancellare i problemi di sicurezza: «Il voto online presenta rischi che non possiamo liquidare in nome della comodità». La discussione si intreccia anche con la diversa impostazione sul peso dei partiti e degli elettori, dopo l’affermazione di Schlein secondo cui non vale il principio di “uno vale uno”.


Centristi ancora senza accordo

Rimane irrisolto anche il rapporto tra le forze centriste. Riccardo Magi, leader di Più Europa, contesta a Matteo Renzi l’idea di una lista costruita con una ripartizione dei posti tra Italia Viva e Casa Riformista. Secondo Magi, i due soggetti avrebbero oggi un consenso simile e un eventuale progetto comune dovrebbe quindi garantire piena parità, compresi il nome e il simbolo.

Nel frattempo Alessandro Onorato prepara per il 24 e 25 ottobre gli stati generali di Progetto Civico. Il quadro delle iniziative resta frammentato, ma Dario Franceschini è riuscito a riunire esponenti diversi dell’opposizione alla presentazione del libro “La fiuma”: erano presenti Giuseppe Conte, Elly Schlein e Maria Elena Boschi per Italia Viva. L’ex ministro della Cultura ha ribadito che il momento attuale deve essere dedicato alla costruzione delle proposte, rafforzando la pressione perché il centrosinistra chiuda finalmente il lavoro sul programma.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere