Ranucci e il ricorso su Report: attesa per la decisione del Tribunale
Alla vigilia dell’udienza a Roma, il giornalista parla della sua rimozione, del futuro della squadra di Report e delle altre battaglie aperte con la Rai.
Sigfrido Ranucci guarda all’udienza di Roma senza sbilanciarsi: sul ricorso contro la sua rimozione dalla guida di Report, dice che si atterrà a ciò che stabilirà il Tribunale. Intanto, durante la presentazione del libro Il ritorno della casta a Monreale, il giornalista ha raccontato anche il peso umano di quanto gli è accaduto.
Il futuro di Report resta il nodo più
Ranucci ha spiegato di vedere attorno a sé persone scosse da quanto sta succedendo e ha detto di sentire il bisogno di continuare a lottare anche per loro. Nel suo racconto, il punto non riguarda solo la sua posizione personale, ma anche la tenuta della redazione e del lavoro costruito in questi anni.
Secondo l’ex conduttore, Report è una squadra che merita di essere protetta e il suo auspicio è che quel metodo e quella struttura restino in piedi. Ha inoltre collegato la sua sostituzione proprio alla volontà di colpire il percorso professionale che ha portato avanti per vent’anni.
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L’udienza a Roma e le altre battaglie aperte
La tappa decisiva, però, è fissata per domani a Roma, dove si discuterà il suo ricorso contro la rimozione dalla conduzione del programma. Su questo passaggio Ranucci non ha voluto anticipare sensazioni o pronostici, limitandosi a dire che si affiderà a quanto emergerà in aula.
Nel corso dell’incontro organizzato dalla libreria Tante Storie, ha poi allargato il discorso al contesto più ampio, parlando di una società che a suo giudizio reagisce in modo duro e finisce per punire la sua storia professionale e chi ha lavorato con lui. Ha aggiunto di attraversare giorni molto intensi, ricordando anche la partita aperta con la Rai sul comitato etico.
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