Professioni sanitarie, la Camera approva la delega al governo
Il testo passa con 143 voti favorevoli e prevede anche il possibile reintegro dei medici radiati per il rifiuto dei vaccini
La Camera ha dato il primo via libera alla delega sulle professioni sanitarie, approvata con 143 voti favorevoli, 113 contrari e 3 astensioni.
Il disegno di legge affida all’esecutivo il compito di aggiornare le norme relative alle professioni e al personale sanitario. Il testo interviene anche sulla responsabilità penale per omicidio colposo e lesioni colpose commessi nello svolgimento dell’attività professionale.
Ilenia Malavasi, deputata del Pd, ha accusato la maggioranza di incoerenza e ha contestato l’idea di legittimare posizioni antiscientifiche. Nel suo intervento ha richiamato anche parole attribuite a Sergio Mattarella sulle posizioni «sconcertanti» emerse in Parlamento.
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Il voto e la norma sui medici
L’approvazione è arrivata con un consenso più ampio rispetto a quello registrato il giorno precedente sull’emendamento relativo ai medici contrari alla vaccinazione. Quella modifica era passata con uno scarto di 13 voti, anche grazie al sostegno di Futuro Nazionale.
La disposizione consente, in presenza di determinate condizioni, il reinserimento nell’Albo dei sanitari radiati durante l’emergenza Covid per il mancato rispetto degli obblighi vaccinali. Futuro Nazionale ha sostenuto anche il voto finale sulla delega.
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La questione dovrebbe comunque essere riesaminata al Senato. Roberto Bagnasco, esponente di Forza Italia, ha riferito che Craxi ha annunciato modifiche al provvedimento per eliminare ogni ambiguità sul tema delle vaccinazioni.
Le reazioni in Parlamento
Elena Bonetti ha definito «uno scempio» la possibilità di riammettere i medici radiati, sostenendo che la norma indebolisca il ruolo della professione sanitaria. La senatrice ha inoltre giudicato positivamente il cambio di posizione attribuito alla capogruppo di Forza Italia al Senato.
Marianna Ricciardi, del Movimento 5 Stelle, ha invece criticato la maggioranza, accusandola di assecondare l’analfabetismo funzionale. Bagnasco ha respinto le contestazioni e ha sostenuto che il dibattito non dovesse trasformarsi in uno strumento di polemica politica.
Il deputato di Forza Italia ha definito la materia delicata e legata alle coscienze individuali, rivendicando al tempo stesso il sostegno costante del suo gruppo al governo. Ricciardi ha contestato anche la distanza tra le dichiarazioni di Craxi e il comportamento dei deputati che hanno votato a favore del testo.
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