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Politica 2 min di lettura1 ora fa

Magi, la Camera nega il nuovo gruppo parlamentare

Respinta la deroga richiesta da +Europa, Centro democratico e Stati Uniti d’Europa: decisivi anche alcuni forfait tra le opposizioni

La Camera ha respinto la richiesta di autorizzare un nuovo gruppo parlamentare formato da +Europa, Centro democratico e Stati Uniti d’Europa. La decisione è arrivata dall’ufficio di presidenza, che ha negato la deroga necessaria per superare i requisiti ordinari di costituzione.

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L’accusa di Riccardo Magi

Al termine della riunione, Riccardo Magi ha contestato duramente l’esito del voto. Secondo il segretario di +Europa, il nuovo gruppo avrebbe avuto i requisiti richiesti e la decisione sarebbe stata condizionata da valutazioni legate alla competizione elettorale.

“L’ufficio di presidenza ha deciso di fare politica elettorale”, ha dichiarato Magi. Il deputato ha sostenuto che la nuova formazione avrebbe potuto promuovere un ricorso alla Corte costituzionale sulla disciplina delle firme e sulle esenzioni dalla raccolta previste dalla legge elettorale.

Magi ha inoltre accusato la maggioranza di avere ostacolato un’iniziativa che, a suo giudizio, avrebbe messo in discussione proprio quei privilegi. Nella sua ricostruzione, anche una parte delle opposizioni non avrebbe sostenuto la richiesta con la necessaria compattezza.


Il voto e i deputati coinvolti

La proposta è stata bocciata dai rappresentanti della maggioranza, mentre quelli delle opposizioni presenti hanno votato a favore. Alla riunione, secondo quanto riferito, mancavano i componenti di Italia Viva e Azione, oltre a un deputato del Movimento 5 Stelle.

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Il gruppo avrebbe riunito cinque parlamentari: Riccardo Magi, Benedetto Della Vedova, Luca Pastorino, Bruno Tabacci e Aboubakar Soumahoro. Per ottenere il riconoscimento, la richiesta aveva bisogno della deroga esaminata dall’ufficio di presidenza.

Magi ha indicato proprio nelle assenze delle altre forze di opposizione uno degli elementi decisivi per il fallimento dell’operazione. A suo parere, sarebbe bastato l’ingresso di un ulteriore deputato per rafforzare la richiesta e consentire la nascita della componente parlamentare.


Il progetto nell’area riformatrice

Nelle intenzioni dei promotori, il nuovo gruppo avrebbe dovuto favorire un avvicinamento tra le forze riformatrici del centrosinistra. La formazione avrebbe quindi avuto anche una funzione politica più ampia rispetto alla sola organizzazione dei cinque deputati.

Magi ha detto che il mancato riconoscimento non fermerà l’iniziativa, ma ha lasciato emergere la sua sfiducia verso gli avversari e verso quelle che ha definito “false alleanze”. Il segretario di +Europa ha concluso affermando che il voto ha reso più chiaro, dal suo punto di vista, il comportamento delle diverse forze coinvolte.

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