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Politica 2 min di lettura1 ora fa

Camera, attacco alle mail: coinvolta anche la casella di Meloni

Palazzo Chigi chiarisce: l’indirizzo interessato non serve alla premier per le comunicazioni istituzionali di governo

Un attacco informatico ha colpito i sistemi della Camera e coinvolto le caselle di posta di diversi parlamentari, compresa quella di Giorgia Meloni. I tecnici di Montecitorio hanno mantenuto la situazione sotto controllo e attivato le procedure di protezione previste.

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La casella della presidente

Palazzo Chigi ha precisato che l’indirizzo interessato non coincide con quello utilizzato dalla presidente del Consiglio per le comunicazioni di governo. L’eventuale compromissione riguarda quindi una casella parlamentare, distinta dai canali impiegati per l’attività istituzionale dell’esecutivo.

Le fonti di Montecitorio hanno ridimensionato la portata dell’episodio, spiegando che si tratta di una circostanza priva di carattere emergenziale e compatibile con tentativi che si verificano con frequenza. La rete della Camera è stata comunque sottoposta agli interventi necessari per contenere l’attacco e verificare il funzionamento dei sistemi.


Le contromisure della Camera

«Sono state messe in campo tutte le misure di protezione», hanno riferito le fonti della Camera, precisando che le attività sono state condotte anche insieme all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Tra le possibilità previste dai protocolli figura la sospensione temporanea di alcune funzioni informatiche, una misura adottata secondo le normali procedure di sicurezza.

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La Camera dispone di un protocollo specifico con l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, coinvolta nella gestione dell’episodio. L’obiettivo è proteggere le infrastrutture, limitare eventuali conseguenze e controllare le caselle interessate dall’attacco.


Tentativi rivolti ad altre istituzioni

Secondo le informazioni raccolte, negli ultimi giorni si sarebbe registrato un aumento di iniziative analoghe contro sistemi appartenenti ad altre istituzioni. Le pressioni non avrebbero riguardato soltanto organismi italiani, ma anche strutture europee e internazionali.

Il caso emerso alla Camera si colloca dunque in una fase caratterizzata da più tentativi di intrusione rivolti a reti istituzionali. Le fonti di Montecitorio hanno ribadito che l’episodio viene seguito dai tecnici e che le misure di sicurezza possono comportare, quando necessario, limitazioni temporanee a specifiche funzionalità.

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