527notizie oggi Scopri i vantaggi
Politica 2 min di lettura1 ora fa

Bettini: «Schlein può battere Meloni, Renzi va incluso»

Il fondatore del Pd chiede primarie rapide e sostiene un’area larga con liberali, civici e socialisti

Goffredo Bettini considera Elly Schlein in grado di superare Giorgia Meloni alle prossime elezioni politiche. Il fondatore del Pd ne ha parlato con Davide Desario durante l’intervista per AdnTalks.

Offerta del giorno27 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura + spedizione gratis

Scade tra 65 giorni
*********


La corsa contro Meloni

Secondo Bettini, la segretaria dem può contare sul ruolo di guida di un grande partito e sul rilancio del Pd. «Schlein ha tutte le possibilità di vincere contro la Meloni», ha affermato, indicando nella sua leadership e nella sua storia politica elementi utili per la competizione.

L’ex dirigente del Pd ha però invitato a non considerare indebolita la destra. A suo giudizio, Meloni ha mostrato autonomia e determinazione, mentre il suo schieramento, pur avendo commesso errori e prodotto risultati limitati al governo, ha consolidato una presenza nella società italiana.

Bettini ha anche detto di non comprendere la presunta preferenza di Meloni per Schlein come avversaria. Giuseppe Conte, ha osservato, guida una forza più piccola ma può vantare un’esperienza di governo e un profilo istituzionale maturato durante la gestione del Pnrr e dell’emergenza Covid.


Renzi sì, Calenda no

Sul perimetro dell’alleanza, Bettini ha giudicato politicamente sbagliato lasciare fuori Matteo Renzi. «Escludere Renzi sarebbe un grande errore politico», ha dichiarato, spiegando che una scelta simile renderebbe il centrosinistra più chiuso e meno capace di rappresentare sensibilità diverse.

Diverso, invece, il giudizio su Carlo Calenda. Bettini lo ha descritto come un esponente rimasto a lungo in contrapposizione con il centrosinistra e ha escluso quindi un suo ingresso nell’alleanza, anche perché lo stesso leader di Azione manterrebbe una linea autonoma.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Quanto alla possibile candidatura di Roberto Gualtieri, Bettini ha precisato che Conte non avrebbe avanzato il suo nome come proposta formale. Il presidente del M5S si sarebbe limitato a manifestare la disponibilità a valutare anche un passo indietro, senza aggiungere indicazioni precise.


Primarie e accordo largo

Bettini ha sostenuto che le primarie dovrebbero essere organizzate in tempi brevi. La consultazione, ha spiegato, potrebbe produrre tensioni e contrapposizioni, perciò il vincitore avrebbe bisogno di tempo per presentarsi come candidato condiviso dall’intera coalizione prima del voto politico.

L’esponente dem ha collegato questo ragionamento al sostegno ad Alessandro Onorato. «La sinistra da sola non vince», ha detto, spiegando di aver riconosciuto nell’assessore romano una visione politica orientata all’inclusione di un’area liberale, civica e socialista.

Bettini ha richiamato anche la candidatura di Francesco Rutelli a Roma: a suo avviso, la forza della sinistra cittadina non sarebbe bastata senza l’allargamento della coalizione. Oggi, ha aggiunto, la stessa logica dovrebbe tradursi nella costruzione di uno schieramento più ampio, nel quale ha citato Gualtieri per l’autorevolezza acquisita a Roma e nelle istituzioni europee.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere