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Politica 1 min di lettura1 ora fa

Camera, attacco informatico alle email di vari parlamentari

Coinvolta anche la casella da deputata di Giorgia Meloni, non usata però per le comunicazioni dell’esecutivo

Un attacco informatico ha colpito nei giorni scorsi i sistemi della Camera, coinvolgendo le caselle di posta di diversi parlamentari. Tra gli account interessati c’è anche quello assegnato a Giorgia Meloni come deputata.

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La casella di Meloni

Palazzo Chigi ha chiarito che l’indirizzo parlamentare della presidente del Consiglio non viene utilizzato per le comunicazioni ufficiali del governo. Il coinvolgimento della casella, quindi, riguarda il sistema della Camera e non i canali impiegati dall’esecutivo.

L’azione ha interessato in modo ampio l’infrastruttura informatica di Montecitorio, ma i tecnici dell’istituzione l’hanno mantenuta sotto controllo. Le verifiche e gli interventi di protezione sono proseguiti senza che fosse segnalata una situazione di emergenza.


Le misure attivate a Montecitorio

Fonti della Camera hanno spiegato che episodi di questo tipo si verificano con frequenza e che sono state adottate tutte le misure ritenute necessarie per difendere i sistemi. Tra gli interventi possibili rientra anche la sospensione temporanea di alcune funzioni informatiche, secondo le procedure previste.

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La gestione dell’episodio avviene anche con il supporto dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Camera e Agenzia collaborano attraverso un protocollo specifico già attivo, utilizzato per coordinare le risposte agli attacchi.


Pressioni su altre istituzioni

Negli ultimi giorni sarebbero aumentati anche i tentativi di intrusione e le pressioni contro le infrastrutture digitali di altre istituzioni. Gli episodi avrebbero riguardato organismi italiani, europei e internazionali, secondo quanto riferito dalle stesse fonti di Montecitorio.

La Camera ha quindi applicato le procedure di sicurezza previste, valutando anche eventuali limitazioni temporanee alle funzionalità disponibili. Il monitoraggio dei sistemi resta affidato ai tecnici dell’istituzione, in raccordo con l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale.

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