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Politica 3 min di lettura2 ore fa

Primarie Pd, Schlein sfida il pluralismo: il nodo della coalizione

La segreteria dem accelera sul programma con M5S, Avs e centristi, mentre restano aperti il confronto sulla legge elettorale e le regole per la scelta del candidato premier.

La partita nel centrosinistra si gioca su due tavoli collegati: costruire un programma comune e decidere come individuare il candidato alla guida della coalizione. Elly Schlein incassa il sostegno della segreteria del Pd, che si presenta compatta, ma deve ancora affrontare le richieste della minoranza riformista e le tensioni tra gli alleati.

La riunione al Nazareno è iniziata poco dopo le 17 ed è proseguita a lungo. Sullo sfondo c’è anche l’ipotesi di un voto anticipato in primavera, mentre venerdì sono convocati la Direzione e, successivamente, l’Assemblea nazionale. Tra i temi centrali figura la legge elettorale, considerata un passaggio decisivo per il futuro della coalizione.


Il programma mette tutti alla prova

Il Pd vuole accelerare la costruzione di una piattaforma condivisa con M5S, Avs e le forze moderate e centriste. Dalla riunione è emersa la volontà di avviare il confronto senza ripartire da zero: i democratici rivendicano infatti l’esistenza di una base già elaborata, contrapposta alla divisione che, secondo loro, avrebbe caratterizzato la destra nella legislatura precedente.

Restano però da definire sia i contenuti sia la composizione del tavolo. Tra i temi più delicati c’è il sostegno militare all’Ucraina, mentre il rapporto tra M5S e Italia Viva continua a essere segnato da forti contrasti. Giuseppe Conte ha invitato ad attendere la conclusione degli appuntamenti interni del Pd prima di avviare il confronto, spiegando: «Adesso il Pd ha importanti riunioni, l’assemblea nazionale, eccetera, e poi ci confronteremo».

Il Pd insiste inoltre perché i centristi partecipino fin dall’inizio ai lavori. L’area, tuttavia, resta frammentata tra Casa Riformista con Italia Viva, i gruppi civici legati ad Alessandro Onorato, il movimento di Ernesto Ruffini e quello di Vincenzo Spadafora.


La sfida sulle primarie resta aperta

Sul metodo per scegliere il candidato premier, la linea dei vertici dem appare più definita. Igor Taruffi ha ricordato che lo Statuto indica nella segretaria il riferimento per Palazzo Chigi e ha escluso, allo stato attuale, la necessità di deroghe. Schlein, ha aggiunto, dispone di una maggioranza molto ampia all’interno del partito.

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Una modifica statutaria introdotta ai tempi della candidatura di Pierluigi Bersani aveva consentito anche a Matteo Renzi di partecipare alle primarie. Le parole di Taruffi fanno però pensare che questa volta il precedente non sarà replicato, nonostante l’interesse dell’eurodeputato riformista Giorgio Gori a scendere in campo.

La minoranza chiede primarie a doppio turno e ha rilanciato la proposta anche durante l’assemblea di Prato. Gori sostiene che il confronto possa rafforzare Schlein, anziché indebolirla, perché permetterebbe di coinvolgere più elettori e di arrivare a una candidatura finale più solida. Le regole per l’eventuale consultazione nei gazebo, però, non sono ancora state stabilite.


L’unità resta il messaggio politico

Dalla segreteria è arrivata anche la rivendicazione di un Pd «mai così unito» in vista dei prossimi appuntamenti. La discussione viene descritta come ampia ma serena, con un esame dedicato alla situazione politica, agli scenari elettorali, al programma e alle primarie.

Matteo Renzi ha richiamato l’intero centrosinistra alla responsabilità, sostenendo che una nuova divisione potrebbe favorire Giorgia Meloni. Nel suo intervento ha indicato come terreni obbligati per l’intesa gli stipendi, la sanità e la scuola, avvertendo: «Non ci si può dividere».

Il confronto politico proseguirà anche fuori dal Nazareno. Da venerdì a domenica, a Firenze, è in programma la nuova edizione della Leopolda: gli interventi di apertura e chiusura saranno affidati rispettivamente a Vincenzo De Luca e Stefano Bonaccini, che parlerà prima dell’intervento conclusivo di Renzi, previsto domenica in tarda mattinata.

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