Prima i conti, poi il voto: la strategia di Meloni per la primavera
La presidente del Consiglio conferma l’impegno a completare la legislatura, ma lascia aperta l’ipotesi di elezioni anticipate dopo alcuni passaggi parlamentari decisivi.
Giorgia Meloni prova a spegnere le inquietudini nella maggioranza, ma non chiude la porta a un possibile ritorno alle urne in primavera. La premier ha assicurato che il governo resterà al lavoro fino all’approvazione della manovra, mentre il tema delle elezioni anticipate potrà essere affrontato successivamente.
La rassicurazione agli alleati
Il messaggio è arrivato durante un appuntamento promosso da Gianfranco Rotondi a Saint Vincent. In un videomessaggio, Meloni ha ribadito che l’esecutivo intende rispettare il mandato ricevuto dagli elettori «fino all’ultimo».
La presa di posizione serve soprattutto a evitare che il dibattito sul possibile scioglimento anticipato delle Camere provochi frizioni durante la sessione di bilancio. La presidente del Consiglio, almeno fino a quel passaggio, conferma quindi la volontà di mantenere la rotta senza aprire una crisi politica.
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Il voto resta sul tavolo
L’approvazione della legge elettorale e il via libera alla manovra rappresentano i due snodi indicati prima di un eventuale confronto sul ritorno alle urne. Soltanto dopo questi appuntamenti, secondo la linea delineata, potrebbe essere valutata l’ipotesi di votare in anticipo.
La prospettiva primaverile resta dunque collegata all’esito dei prossimi passaggi parlamentari. Da una parte Meloni promette di portare avanti l’azione dell’esecutivo; dall’altra, il calendario politico mantiene aperta la discussione su una possibile consultazione anticipata.
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