Mascherine, l’Avvocatura frenò sui 100 milioni: cosa accadde
L’accordo con JC Electronics fu raggiunto malgrado i rilievi iniziali dell’Avvocatura dello Stato sulla sentenza e sull’opportunità di presentare appello.
La transazione sulle forniture di mascherine si è chiusa per 100 milioni di euro, ma quella cifra non coincideva con la posizione iniziale dell’Avvocatura dello Stato. L’organo legale aveva infatti espresso forti riserve sull’intesa e sulla decisione giudiziaria alla base della richiesta.
Una sentenza giudicata errata
La controversia riguardava JC Electronics, società alla quale una sentenza aveva riconosciuto oltre 203 milioni di euro a carico della Presidenza del Consiglio e del ministero della Salute. L’Avvocatura aveva definito quel verdetto «gravemente erroneo», prendendo così le distanze dalle sue conclusioni.
Secondo il parere espresso dai legali dello Stato, esistevano inoltre «i presupposti per proporre appello». La linea indicata, dunque, non sembrava orientata verso una chiusura immediata della vicenda alle condizioni poi considerate nella trattativa.
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L’accordo arrivato dopo mesi
Otto mesi più tardi, sul tavolo dell’amministrazione è arrivata una proposta di transazione. Il testo disponibile si interrompe proprio nel punto in cui dovrebbe essere illustrato il contenuto dell’offerta e l’iter che ha portato all’intesa.
L’esito indicato è comunque un pagamento da 100 milioni di euro a JC Electronics, una somma inferiore a quella prevista dalla sentenza. La conclusione dell’accordo è maturata quindi nonostante i precedenti rilievi dell’Avvocatura dello Stato sulla validità della decisione e sulla possibilità di impugnarla.
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