Piemonte, 12mila anziani in attesa: la svolta sulle cure a casa
Alberto Cirio annuncia per il 30 ottobre un modello che punta a collegare le Rsa all’assistenza domiciliare, offrendo più possibilità alle persone fragili e alle loro famiglie.
Sono circa 12mila gli anziani piemontesi in attesa di un posto nelle Rsa. È da questo dato che prende forma il progetto annunciato dal presidente della Regione Alberto Cirio, intervenuto a Tgcom24: il Piemonte presenterà il 30 ottobre un nuovo modello di assistenza dedicato alla popolazione anziana.
L’obiettivo è superare una gestione concentrata soltanto nelle strutture residenziali e costruire una rete più ampia, capace di includere anche le cure a domicilio. La Regione, che rientra tra le tre realtà italiane con la maggiore presenza di persone anziane, punta così a offrire un’alternativa a chi desidera restare nella propria abitazione o vivere accanto alla famiglia.
La casa entra nella rete di cura
Il progetto prevede un collegamento più stretto tra le Rsa e i servizi domiciliari. In questo modo, l’assistenza non sarebbe legata esclusivamente all’ingresso in una struttura, ma potrebbe essere organizzata anche nell’ambiente domestico, quando le condizioni dell’anziano lo consentono.
«Vorrei che la mia regione diventasse una regione pilota nell’assistenza agli anziani», ha affermato Cirio durante l’intervento televisivo. Il presidente ha spiegato che il nuovo approccio nasce dalla necessità di tenere insieme due esigenze: garantire accoglienza nelle Rsa e permettere, a chi lo preferisce, di essere seguito a casa propria o in famiglia.
Una risposta alle liste d’attesa
Secondo Cirio, l’integrazione tra assistenza residenziale e domiciliare potrebbe contribuire a ridurre i tempi per le persone oggi in attesa di entrare in una Rsa. Il progetto viene quindi presentato anche come uno strumento per affrontare una pressione che coinvolge migliaia di anziani e le loro famiglie.
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Il presidente ha indicato questo capitolo come una priorità dell’amministrazione regionale. Tra le fasce più fragili da tutelare ha citato sia i bambini, richiamando il tema delle scuole sicure, sia gli anziani, per i quali il nuovo sistema dovrebbe evitare che qualcuno resti senza sostegno.
Il Piemonte punta a fare scuola
La proposta sarà illustrata ufficialmente il 30 ottobre. In quella sede verranno presentati i contenuti del metodo con cui la Regione intende ampliare l’assistenza e rendere più flessibile il rapporto tra strutture residenziali, abitazioni e nuclei familiari.
La prospettiva indicata da Cirio è fare del Piemonte un modello pilota nel settore. La finalità dichiarata è consentire alle persone di affrontare l’invecchiamento con una maggiore possibilità di scelta, senza lasciare scoperto né chi necessita di una Rsa né chi vuole continuare a vivere a casa.
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