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Politica 4 min di lettura1 ora fa

Renzi sfida Meloni: il libro che prepara il ritorno del centrosinistra

Nel nuovo volume l’ex premier accusa il governo di aver peggiorato conti, salari e sicurezza, proponendo una rotta alternativa per l’opposizione.

Matteo Renzi trasforma il suo nuovo libro in una dichiarazione di guerra politica a Giorgia Meloni e, nello stesso tempo, in un manifesto per il centrosinistra. L’obiettivo dichiarato è arrivare alle prossime elezioni con un’alleanza larga e con proposte riconoscibili, non soltanto con l’idea di contrastare l’attuale maggioranza.

La conclusione di *Quando c’era lei*, pubblicato da Solferino, ha il tono di un impegno personale: «Noi faremo di tutto perché sia davvero il tempo. E perché “quando c’era lei” divenga per sempre passato». Per Renzi, la campagna elettorale è ormai all’orizzonte e il ritorno nel campo progressista deve tradursi in un contributo concreto, anche nel confronto con le altre forze di opposizione.


L’accusa sui conti e sul consenso

Il titolo del volume riprende, rovesciandola, la formula nostalgica legata al fascismo e ai treni che arrivavano in orario. Nel libro, quella frase diventa una critica all’operato dell’esecutivo: secondo Renzi, durante il governo Meloni sono aumentati il peso fiscale, il costo della vita e i ritardi nei trasporti, mentre molti giovani hanno continuato a lasciare l’Italia e il Paese sarebbe diventato meno sicuro.

L’ex presidente del Consiglio sostiene di voler contrapporre dati alla comunicazione del partito della premier. Tra gli esempi cita la pressione fiscale, indicata al 43 per cento nel 2025, e il calo del 7,5 per cento dei salari reali rispetto ai valori del 2021, secondo i dati dell’Ocse. Richiama inoltre uno studio della Fondazione per la Natalità realizzato con l’Istat: il 62 per cento degli italiani rinuncerebbe ad avere figli perché il costo economico è troppo alto.

Sul fronte energetico, Renzi contesta il mancato mantenimento di alcune promesse elettorali, l’assenza di una svolta europea, il mancato decollo delle fonti rinnovabili e la permanenza delle accise. La sua sintesi è netta: «In politica interna Meloni non ha fatto nulla, in politica estera ha fatto male». Nel ragionamento dell’ex premier, il problema non riguarda soltanto le decisioni prese, ma anche le occasioni che il governo avrebbe lasciato cadere in una fase di cambiamenti profondi.


Sicurezza, la ricetta passa dalla cultura

Il libro non si limita alla contestazione. Renzi propone al centrosinistra di costruire un programma alternativo, sostenendo che un’alleanza ampia non sarebbe sufficiente senza idee capaci di distinguersi dalle misure dettate dall’emotività e dalla cronaca.

Uno dei capitoli è dedicato al rapporto tra cultura e sicurezza, riassunto nello slogan «Un euro in cultura, un euro in sicurezza». La proposta punta a prendere le distanze sia da quello che Renzi definisce il buonismo di una parte della sinistra, sia dal cosiddetto cattivismo attribuito a Matteo Salvini e Roberto Vannacci: secondo l’ex premier, quest’ultimo approccio alimenterebbe la paura senza garantire maggiore protezione.

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Renzi invita inoltre a valorizzare l’esperienza degli amministratori locali progressisti, citando Michele De Pascale e Vincenzo De Luca. La sua tesi è che investimenti educativi e culturali possano contribuire più efficacemente alla costruzione di una società sicura rispetto a una risposta fondata soltanto sull’allarme.

Nel mirino finiscono anche le scelte del governo nel settore culturale. Renzi sostiene che Meloni abbia insistito molto sul tema della sicurezza senza ottenere risultati sufficienti e accusa l’esecutivo di aver trascurato la cultura, richiamando le esperienze ministeriali di Gennaro Sangiuliano e Alessandro Giuli.


Esteri e futuro dell’opposizione

Un altro capitolo, intitolato *Il cappellino in mano*, contiene la lettura più severa della politica internazionale del governo. Renzi contesta l’immagine di una premier capace di mantenere una posizione autonoma e considera il rapporto con gli Stati Uniti, rappresentato dal riferimento al cappellino Maga, il simbolo di una collocazione che a suo giudizio avrebbe portato l’Italia «dalla parte sbagliata della storia».

Nelle pagine finali, raccolte sotto il titolo *Il Kraken che non ti aspetti*, l’autore affronta anche temi personali: il senso di colpa per la sconfitta del referendum e il bilancio di una stagione politica segnata da vittorie e battute d’arresto. La sconfitta di Meloni nel referendum sulla giustizia viene indicata come un elemento che ha contribuito a superare quella precedente difficoltà.

Renzi chiude rinnovando la propria disponibilità a impegnarsi e indicando alcune priorità per un eventuale ritorno del centrosinistra al governo: salari, umanesimo ed Europa. L’auspicio finale è che la stagione di Meloni possa diventare soltanto un ricordo, «come un brutto sogno», invece di trasformarsi nell’incubo di una destra egemone sul Quirinale e sulle istituzioni romane.

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