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Politica 1 min di letturaAggiornato 1 ora fa

Piantedosi modifica i controlli medici per i trattenimenti nei Cpr

I migranti irregolari saranno visitati nelle strutture, con il coinvolgimento delle Asl per gli approfondimenti sanitari necessari.

Aggiornamento delle 18:55

La persona può essere trattenuta nel Cpr prima della visita, che dovrà comunque svolgersi entro 24 ore dall’ingresso. La scheda sanitaria sarà trasmessa in busta chiusa, mentre la documentazione resterà riservata, con accesso limitato all’autorità giudiziaria, alla difesa e alle autorità sanitarie. La direttiva arriva dopo l’inchiesta della procura di Ravenna, che coinvolge almeno nove medici.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha stabilito che un giudizio medico sfavorevole non impedirà automaticamente il trattenimento di un migrante irregolare nei Cpr.

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La nuova direttiva sui Cpr

La disposizione mantiene le visite affidate ai medici delle aziende sanitarie locali, ma cambia il peso del loro eventuale parere negativo. La valutazione sanitaria non sarà più sufficiente, da sola, a evitare l’ingresso o la permanenza nei Centri di permanenza per i rimpatri.

Piantedosi ha spiegato che la direttiva punta a garantire comunque gli accertamenti necessari. «I soggetti saranno presi in carico dal personale medico che opera nella struttura», ha scritto il ministro, precisando che potranno essere richiesti ulteriori esami con il supporto dell’Asl competente.

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Il ruolo del personale sanitario

La gestione clinica passerà quindi anche attraverso i medici presenti nei centri, chiamati a esaminare le condizioni delle persone trattenute e a individuare gli approfondimenti eventualmente necessari. Il coinvolgimento delle strutture sanitarie territoriali resterà previsto quando serviranno competenze aggiuntive.

Secondo Piantedosi, la misura intende tutelare la salute dei migranti senza lasciare che valutazioni considerate condizionate da pregiudizi ideologici fermino le procedure di rimpatrio. Il ministro ha collegato la modifica alla necessità di distinguere gli accertamenti sanitari dall’applicazione delle procedure amministrative.

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