Decreto Bollette, il governo rinvia ancora il via libera
Palazzo Chigi indica nuovi confronti con l’Ue; nel Cdm nominate anche figure leghiste a Consob e Anac
Il Consiglio dei ministri ha rinviato ancora l’approvazione del decreto Bollette. Il governo punta a esaminare il provvedimento lunedì, dopo ulteriori verifiche sui rapporti con l’Unione europea e sul meccanismo per contenere il prezzo del gas.
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Le ragioni del nuovo rinvio
Il decreto dovrebbe introdurre un limite al costo del gas destinato alla produzione elettrica, con l’obiettivo di ridurre le bollette di famiglie e imprese. Durante la riunione, però, è emersa la necessità di completare alcuni passaggi prima del voto definitivo.
In un primo momento, fonti governative avevano indicato come ostacolo alcune delibere dell’Arera, l’Autorità che dovrà definire anche il rimborso ai produttori per la differenza tra il prezzo di mercato e quello fissato dal tetto. Palazzo Chigi ha poi motivato il rinvio con una nuova interlocuzione con Bruxelles e con gli accertamenti richiesti dal Ministero dell’Economia e delle finanze.
Secondo quanto filtrato dall’Autorità di regolazione, non ci sarebbero ritardi nei suoi adempimenti. Il testo, tuttavia, avrebbe accolto una nuova norma sul limite al prezzo del gas e il suo funzionamento richiederebbe ulteriori valutazioni. L’approvazione di lunedì, quindi, non è ancora certa.
Le tensioni con le imprese energetiche
Il provvedimento arriva dopo giorni di confronto acceso dentro Confindustria. Elettricità Futura ha contestato sia il contributo da 700 milioni di euro richiesto alle società energetiche nella manovra sia l’ipotesi di fissare un prezzo massimo per il gas utilizzato dalle centrali elettriche.
Alla vigilia della riunione, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva incontrato il presidente di Confindustria Emanuele Orsini. Dopo il colloquio, Orsini aveva definito il decreto «un primo passo» e aveva parlato di un sacrificio rilevante per i produttori, richiamando il valore della responsabilità.
Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto ha illustrato il testo durante il Consiglio dei ministri. Per il ministero, il provvedimento sarebbe già definitivo; restano però da chiarire la tempistica tra le risorse disponibili e il loro impiego, questione sollevata dalla Ragioneria generale dello Stato già la settimana precedente.
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Nomine e reazioni dell’opposizione
Nella stessa seduta il governo ha avviato due nomine assegnate a esponenti della Lega. Il deputato Giulio Centemero entrerà nella Consob, mentre Trifone «Nuccio» Altieri è stato indicato alla guida dell’Autorità nazionale anticorruzione. Giuseppe Busia rimarrà alla presidenza dell’Anac fino alla conclusione formale della procedura.
La scelta di Centemero, già tesoriere della Lega e oggi capogruppo del partito nella commissione Finanze della Camera, è stata contestata da Angelo Bonelli. Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra ha richiamato il requisito dell’indipendenza previsto per i commissari della Consob.
Il Partito democratico ha invece accusato l’esecutivo di aver subordinato l’Anac a criteri di appartenenza politica. Altieri è stato responsabile del dipartimento Difesa della Lega e, dalla primavera, siede nel consiglio di amministrazione di Leonardo. Carlo Calenda ha definito le nomine una scelta oltre la lottizzazione politica.
Gli altri provvedimenti del Consiglio
Il governo ha inoltre impugnato la legge sul fine vita approvata dal Veneto, regione amministrata dalla Lega. La decisione è arrivata nella stessa riunione in cui sono state avviate le nomine alla Consob e all’Anac.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha infine annunciato l’arrivo del nuovo pacchetto di aiuti militari destinati all’Ucraina. Il dossier, atteso da tempo, è seguito con attenzione anche dal Quirinale. Lunedì il governo potrebbe esaminare insieme al decreto Bollette anche un decreto Infrastrutture annunciato da Matteo Salvini.
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