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Politica 2 min di lettura1 ora fa

Meloni chiede un negoziatore Ue per l’Ucraina a dicembre

Costa valuterà la proposta al vertice informale di Dublino, mentre restano divisioni sul formato dei colloqui

Giorgia Meloni ha chiesto all’Unione europea di individuare entro dicembre un negoziatore unico per l’Ucraina.

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Gli aiuti italiani a Kiev

Il governo discuterà la prossima settimana al Copasir il nuovo pacchetto di sostegno militare. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha inoltre annunciato la proposta di estendere anche al prossimo anno il meccanismo previsto dal decreto aiuti, precisando che l’esecutivo intende proseguire sulla linea seguita negli ultimi 4 anni.

La posizione non è condivisa da tutti nella maggioranza. Matteo Salvini ha espresso riserve sul sostegno italiano a Kiev e l’avvicinarsi del voto potrebbe rendere più complesso il confronto interno.


Le divisioni tra i Paesi europei

L’alto rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas ha sostenuto la richiesta italiana. «Sono d’accordo con la premier sul fatto che non dovremmo parlare con voci diverse», ha detto, mentre tra i 27 non c’è accordo sull’allargamento stabile del formato E3 a Polonia e Italia.

Austria ha accolto con favore l’iniziativa e preannunciato che porterà il tema al prossimo Consiglio Affari Esteri. Diversi Paesi nordici e l’Olanda, che hanno fornito ingenti aiuti finanziari e militari all’Ucraina, preferiscono però mantenere il formato composto da Regno Unito, Francia e Germania.


La risposta di Antonio Costa

Nella lettera inviata al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, Meloni ha sostenuto che l’Europa debba presentarsi con una posizione coordinata. Secondo la premier, la moltiplicazione dei tavoli negoziali rischia di indebolire la credibilità dell’Unione e di favorire chi vuole prolungare la guerra.

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Costa ha accolto la proposta senza definire ancora né il profilo del possibile inviato né la composizione di una squadra negoziale. «Concordo con lei sul fatto che l’Europa debba agire con coerenza, unità e determinazione», ha risposto, aggiungendo che dedicherà spazio alla questione durante la riunione informale del Consiglio europeo prevista a Dublino.


Il nodo del mandato europeo

La premier vuole che il vertice informale prepari una decisione da formalizzare al Consiglio europeo di dicembre, dopo un confronto con Regno Unito, Norvegia e gli altri partner interessati. La richiesta arriva dopo due incontri organizzati a Bruxelles tra mercoledì e giovedì, con emissari statunitensi, rappresentanti ucraini, funzionari della Nato e delegati dell’E3.

Finora l’Unione ha affidato i colloqui a una combinazione di figure: per le materie comunitarie è stato coinvolto Bjorn Seibert, capo di gabinetto di Ursula von der Leyen, mentre per la sicurezza si è fatto ricorso all’E3, talvolta ampliato alla Polonia o all’Italia. Una fonte diplomatica ha riferito che l’intesa tra i gabinetti di Costa e von der Leyen è già operativa e che non ci sarebbe, per ora, un consenso sufficiente per aprire il dossier dell’inviato europeo.

Resta anche una questione giuridica: un eventuale trattato di pace firmato dal negoziatore dell’Ue dovrebbe essere ratificato dal Consiglio europeo? La risposta potrebbe condizionare il margine di manovra dell’Unione nei futuri negoziati.

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