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Politica 2 min di lettura33 min fa

Elezioni Usa, Salvini chiede meno interventi e più pace

Il vicepremier collega il voto al carovita e al costo del gasolio, citando Texas e Kansas

Matteo Salvini ha interpretato la sconfitta dei Repubblicani alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti come una possibile spinta verso la pace. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha parlato anche dell’impatto del carovita sul risultato elettorale.

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La lettura di Salvini

Intervenendo in una trasmissione di approfondimento, il leader della Lega ha detto di voler guardare all’esito del voto americano dal lato positivo, pur ribadendo il rispetto per la scelta degli elettori. Secondo Salvini, la battuta d’arresto subita da Donald Trump dovrebbe indurre i Repubblicani a rivedere la propria politica estera.

«La speranza è che questa sonora sconfitta venga colta come uno stop all’interventismo in giro per il mondo e come un’accelerazione verso la fine dei due conflitti», ha dichiarato. Il riferimento è alla possibilità che il risultato favorisca una riduzione dell’impegno militare statunitense e un percorso più rapido verso la conclusione delle guerre.

Salvini ha inoltre osservato che il voto va letto nel rispetto delle regole democratiche. A suo giudizio, l’esito non rappresenta soltanto una valutazione sul candidato repubblicano, ma riflette anche il malcontento maturato tra gli elettori.


Il peso dei prezzi

Tra gli elementi che avrebbero inciso maggiormente, il ministro ha indicato l’aumento del costo della vita e il prezzo del gasolio. Questi temi, ha spiegato, avrebbero avuto un ruolo significativo nella scelta degli americani durante le elezioni di metà mandato.

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Salvini ha ricordato che molti elettori repubblicani avevano sostenuto Trump confidando in maggiore stabilità, nella difesa dell’interesse nazionale statunitense e nella chiusura dei conflitti. La situazione, secondo la sua analisi, si è però evoluta in senso opposto, con un aumento delle guerre invece della loro fine.


Le roccaforti repubblicane

A sostegno della propria valutazione, il vicepremier ha richiamato il risultato ottenuto dai Democratici in Stati tradizionalmente vicini ai Repubblicani, come Texas e Kansas. La perdita di consenso in queste aree, ha rilevato, indica che la spiegazione non può essere ricondotta esclusivamente alla figura del candidato.

«È chiaro che se perdi nelle tue roccaforti, vedi Texas e Kansas, evidentemente non è solo una questione legata al candidato», ha concluso Salvini commentando il voto americano.

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