Parolin: senza riforme il mondo rischia il ritorno delle sfere d’influenza
Il cardinale rilancia la soluzione dei due Stati e chiede più dialogo, mentre avverte sui rischi del riarmo e delle istituzioni internazionali bloccate.
Per Pietro Parolin, la soluzione dei due Stati resta l’unica strada politica oggi concreta per arrivare a una pace stabile tra Israele e Palestina. Il cardinale, Segretario di Stato, lega questo obiettivo alla necessità di rilanciare il dialogo e di correggere i difetti delle istituzioni internazionali, senza abbandonarle.
Due Stati, l’unico orizzonte possibile
Sulla crisi mediorientale Parolin non indica alternative praticabili alla nascita di due Stati. «Se qualcuno ha soluzioni migliori da offrire, ben venga! Ma finora tale prospettiva resta l'unico orizzonte politico in grado di garantire una pace giusta e duratura», afferma in un’intervista a Jesus, mensile del gruppo San Paolo.
Il cardinale insiste anche sul valore del confronto diplomatico. A suo giudizio, la forza può interrompere un attacco o imporre una tregua, ma non è sufficiente a ricomporre le fratture, sanare le memorie del conflitto e impedire che l’odio si trasmetta alle generazioni future.
Il dialogo contro l’escalation
Parolin respinge l’idea che puntare sul dialogo significhi adottare una posizione ingenua o debole. «Il dialogo vero non è cedimento, ma ricerca paziente di convergenze possibili su interessi condivisi, per poi affrontare le questioni più divisive», spiega, indicando in questo metodo l’unico modo per sottrarsi alla spirale di escalation che caratterizza molti conflitti attuali.
La Santa Sede, aggiunge, continua quindi a sostenere un approccio fondato sulla ricerca di intese, pur riconoscendo che il confronto può richiedere tempo e non elimina immediatamente le divergenze più profonde.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Onu da cambiare, non da abbandonare
Secondo Parolin, le Nazioni Unite e gli altri organismi multilaterali hanno mostrato problemi rilevanti: il Consiglio di Sicurezza spesso resta paralizzato, la burocrazia pesa sui processi decisionali e i grandi donatori esercitano un’influenza significativa. Tuttavia, la loro scomparsa produrrebbe conseguenze ancora più pericolose.
«La strada è quella di una riforma seria: maggiore rappresentatività (Africa, America latina, Asia), limitazione dell’abuso del veto, potenziamento delle capacità di peacekeeping e prevenzione, lotta alla corruzione interna», sostiene il cardinale. L’alternativa, avverte, sarebbe un sistema privo di regole nel quale le grandi potenze finirebbero per spartirsi le rispettive aree d’influenza.
Il costo delle nuove armi
Nella stessa riflessione, Parolin affronta anche la corsa al riarmo. La Chiesa, ricorda, riconosce il diritto alla legittima difesa, ma contesta l’impiego sistematico di risorse per gli armamenti quando nei Paesi più poveri servirebbero soprattutto scuole, ospedali e interventi per la transizione ecologica.
Il rischio indicato dal cardinale è che la destinazione crescente di fondi alla sicurezza militare finisca per alterare le priorità internazionali, sottraendo mezzi a investimenti sociali e ambientali essenziali.
Continua a leggere
Schlein avverte l’alleanza: prima il programma, poi chi la guiderà
La segretaria dem chiede un accordo vincolante per tutta l’area progressista e rivendica il ruolo centrale del Pd, forte del doppio dei consensi ottenuti dagli alleati
Schlein detta le condizioni: niente larghe intese, il Pd vuole guidare
La segretaria dem rivendica il peso del partito nell’alleanza progressista e rilancia la sfida al governo in vista delle elezioni del 2027.
La poltrona di Berlusconi è ancora lì: il curioso destino raccontato da Travaglio
La sedia protagonista dello scontro televisivo del 2013 è oggi nell’ufficio di Marco Travaglio, coperta dai ritagli del suo archivio.
Ponte sullo Stretto, il 6 ottobre resta il nodo Cipess: nuovi addii in vista
La riunione del Comitato interministeriale non prevede al momento l’esame del collegamento tra Sicilia e Calabria, mentre la società registra nuove uscite ai vertici.