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Politica 4 min di lettura21 ott

Pac e sicurezza, Schlein sfida il governo: “Prima gli italiani”

La leader del Pd chiede più risorse per sanità, agricoltura e forze dell’ordine, criticando la linea del governo su repressione, difesa e gestione dell’ordine pubblico.

La prossima battaglia europea, secondo Elly Schlein, riguarderà soprattutto la difesa dei fondi destinati all’agricoltura e alla coesione. La segretaria del Pd sostiene che il bilancio dell’Unione non debba sacrificare queste voci e chiede che le risorse siano rafforzate anche a favore di giovani e donne.

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La partita europea sui fondi agricoli

Schlein ha riferito che a Bruxelles si discute persino di ulteriori riduzioni rispetto a una proposta di bilancio già giudicata poco ambiziosa. Il Pd punta a preservare stanziamenti separati per la Politica agricola comune e per la coesione, evitando che confluiscano in un unico contenitore finanziario.

La richiesta avanzata dal Parlamento europeo ammonta a 433 miliardi: ai 385 miliardi della precedente programmazione dovrebbe aggiungersi l’adeguamento legato all’inflazione. Per la leader dem sarà una trattativa complessa, perché diversi capi di governo del Consiglio europeo starebbero valutando nuovi tagli.


Difesa e sanità, la sfida del Pd

Sul piano nazionale, Schlein ha annunciato l’impegno dell’alleanza progressista a portare la spesa sanitaria al 7% in caso di vittoria elettorale. A suo giudizio, l’alternativa politica sarebbe invece un aumento della spesa militare fino al 5%.

La segretaria del Pd ha definito sbagliata l’accettazione della richiesta di Donald Trump di destinare il 5% del prodotto interno lordo alla difesa, perché una simile scelta metterebbe sotto pressione welfare, pensioni e sanità. Ha indicato come esempio Pedro Sanchez, che avrebbe scelto di rispettare gli obiettivi della Nato senza raggiungere quella soglia di spesa.


Sicurezza, la prevenzione resta assente

Nel confronto sull’ordine pubblico, Schlein contesta al governo una strategia concentrata quasi interamente sulle misure repressive. A suo avviso, il ripetersi dei decreti sicurezza dimostra che non è stato affrontato abbastanza il tema delle cause profonde della violenza.

Intervenendo al forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Coldiretti, la leader dem ha sostenuto: «La repressione non basta: bisogna intervenire sulle cause e lavorare per prevenirle». Il suo ragionamento parte anche dai dubbi sull’efficacia del fermo preventivo applicato ai minorenni.


Il nodo del fermo per i minori

Schlein ha richiamato le osservazioni di Franco Gabrielli, secondo cui prevenire non equivale a giustificare la violenza, che resta sempre ingiustificabile. La segretaria del Pd ha però messo in discussione l’utilità di estendere ai minorenni una misura che, a suo dire, non avrebbe prodotto risultati sufficienti nei confronti degli adulti.

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A questo elemento ha aggiunto una questione di proporzionalità, ricordando che si tratta di persone non maggiorenni. Ha inoltre criticato il tentativo di attribuire funzioni di polizia giudiziaria ai militari, vicenda sulla quale sarebbe intervenuto anche il Quirinale.


Sindaci e governo, accuse incrociate

Per affrontare le violenze, Schlein chiede un coordinamento diretto tra l’esecutivo e i primi cittadini. Ha spiegato di mantenere contatti quotidiani con i sindaci del Pd, che reclamerebbero un rapporto istituzionale più collaborativo, e ha invitato il governo a convocarli.

Nel mirino è finito anche il ministro Matteo Piantedosi. Schlein lo ha accusato di non assumersi la responsabilità della gestione dell’ordine pubblico e di trasferirla ai sindaci, contrapponendo questo atteggiamento a quello del ministro dell’Interno francese, che avrebbe riconosciuto le proprie responsabilità fino a mettere a disposizione il mandato del presidente Emmanuel Macron.


Organici ridotti e centri in Albania

La segretaria del Pd ha poi rilanciato la proposta di destinare alle forze dell’ordine gli 800 milioni spesi per le strutture realizzate in Albania. Le ha definite prigioni vuote, disumane e illegali, sostenendo che quelle risorse potrebbero servire ad assumere personale e a migliorare le condizioni operative degli agenti.

Secondo Schlein, la carenza di organico rende più difficile intervenire con efficacia e indebolisce qualsiasi politica basata soltanto sulla repressione. Il tema delle risorse, quindi, viene collegato direttamente alla capacità concreta dello Stato di prevenire e gestire le situazioni di rischio.


La richiesta a Crosetto sulle proteste

Rispondendo alle parole del ministro Guido Crosetto sulla possibile «guerra ibrida», Schlein ha chiesto che eventuali informazioni vengano riferite al Parlamento. «Se il ministro ha elementi, venga a illustrarli alle Camere», ha affermato.

La leader del Pd ha citato la circolazione online di convocazioni e messaggi su Telegram e WhatsApp finalizzati a spaventare le persone. Ha riconosciuto che si tratta di una modalità nuova e anomala, osservando però che episodi simili si stanno verificando anche in Spagna e Francia, oltre che in Italia, tutte nazioni chiamate al voto.

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