Nucleare, il sì del Senato cambia la partita: cosa succede ora
Il Parlamento ha dato il via libera finale al ddl sul nucleare sostenibile, aprendo la fase dei decreti attuativi e scatenando lo scontro politico su tempi, costi e ricadute per famiglie e imprese.
Carlo Calenda ha difeso in aula la scelta del ritorno al nucleare, rivendicando una linea che il suo partito porta avanti da tempo. Per il leader di Azione, senza questa opzione l’Italia non potrà ambire a restare una grande potenza industriale.
Le opposizioni contestano tempi e promesse
Dall’altra parte dell’emiciclo, Pd, M5s e Avs hanno votato contro. Stefano Patuanelli ha sostenuto che non si può dire no alla ricerca, ma nemmeno presentare l’atomo come una soluzione automatica per prezzi bassi e autonomia energetica.
Peppe de Cristofaro ha parlato di una “gigantesca distrazione di massa”, leggendo nel ritorno al nucleare un modo per schermare le difficoltà dell’esecutivo sulle politiche energetiche. Nicola Irto, per il Pd, ha invece rimproverato al governo di non aver messo nero su bianco tempi e costi del progetto.
Il governo prepara i decreti entro fine anno
Il passaggio parlamentare, arrivato mercoledì 23 settembre, ha chiuso l’iter del disegno di legge delega sul nucleare sostenibile. Il testo è stato approvato con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astenuti, dopo il precedente via libera della Camera ottenuto a giugno.
Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha parlato di una “giornata storica” e ha annunciato che l’esecutivo punta a completare i decreti attuativi entro la fine dell’anno. Giorgia Meloni, sui social, ha definito la svolta “una scelta coraggiosa e di buon senso” e ha insistito sui vantaggi di maggiore sicurezza, minore dipendenza dall’estero e più stabilità delle bollette.
Cosa autorizza davvero la legge
La norma, ribattezzata anche “legge Pichetto”, non apre subito cantieri né autorizza nuove centrali o nuovi reattori. Affida invece al governo dodici mesi di tempo per costruire il quadro giuridico che dovrà consentire il ricorso alle tecnologie nucleari di nuova generazione e alla fusione.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Nel pacchetto dei futuri decreti dovranno rientrare ricerca, sperimentazione, regole per la localizzazione degli impianti, procedure autorizzative, trattamento dei rifiuti radioattivi e rapporti con i territori coinvolti. L’obiettivo è definire un sistema organico per il ritorno dell’atomo nel mix energetico nazionale.
La bussola del governo guarda agli Smr
L’attenzione dell’esecutivo è rivolta soprattutto agli Smr, i Small modular reactors, cioè reattori di dimensioni più contenute rispetto agli impianti tradizionali. L’idea è realizzarli in serie, in stabilimenti industriali, per poi trasferirli nel luogo in cui dovranno entrare in servizio.
Secondo Pichetto Fratin, il primo impianto potrebbe diventare operativo tra il 2033 e il 2034. Il governo immagina un ruolo pubblico di indirizzo, mentre l’iniziativa concreta resterebbe in mano alle imprese private che decideranno di presentare domanda.
Un programma nazionale da scrivere
Uno dei cardini della delega è la stesura di un Programma nazionale per lo sviluppo della produzione di energia nucleare sostenibile e da fusione. Quel documento dovrà fissare gli obiettivi di inserimento dell’atomo nel sistema energetico italiano, in linea con decarbonizzazione e indipendenza energetica.
Nel disegno delineato dal governo, lo Stato non si sostituirà alle aziende nella costruzione dei reattori. Avrà piuttosto il compito di coordinare e indirizzare le iniziative dei soggetti interessati, lasciando al settore privato la guida operativa.
Continua a leggere
Di Battista, il ritorno dopo l’operazione: «Sto molto meglio
Dall’ospedale dell’Avana l’ex parlamentare ringrazia i medici cubani e annuncia nuove denunce, mentre si prepara a tornare in televisione.
Meloni-bin Salman: la rotta diplomatica passa da Hormuz
Italia e Arabia Saudita rilanciano il dialogo per contenere le tensioni regionali e tutelare i corridoi marittimi strategici.
Caso Regeni, bufera su Tajani: l’opposizione pretende spiegazioni in aula
Le parole del ministro sulla condanna provocano la reazione di Sensi, mentre le forze di opposizione chiedono un chiarimento diretto in Parlamento.
Scuola, arrivano 41 milioni per famiglie e libri: tutte le novità
Il provvedimento riunisce sostegni economici, inclusione, contrasto al cyberbullismo e interventi per rendere gli istituti più sicuri e moderni.