Di Battista, il ritorno dopo l’operazione: «Sto molto meglio
Dall’ospedale dell’Avana l’ex parlamentare ringrazia i medici cubani e annuncia nuove denunce, mentre si prepara a tornare in televisione.
Nel racconto di Alessandro Di Battista c’è anche la storia di molti medici palestinesi, che secondo quanto gli hanno riferito i sanitari cubani si sarebbero formati proprio a Cuba. L’ex parlamentare ha deciso di rilanciare questo e altri temi attraverso il suo canale Scomode Verità, dopo il ricovero e l’intervento affrontati all’Avana.
Il nuovo appuntamento in televisione
Questa sera, 29 settembre, alle 21.15 Di Battista sarà ospite di diMartedì, il programma di La7 condotto da Giovanni Floris. La sua presenza arriva dopo la breve apparizione video della settimana precedente, quando era tornato a rivolgersi al pubblico della trasmissione per la prima volta dopo il malore.
L’ex esponente del Movimento 5 Stelle ha spiegato di voler riprendere gradualmente la propria attività. «Sto molto meglio e ho voglia di ricominciare a fare quello che ho sempre fatto: scrivere e denunciare», ha scritto rivolgendosi alle persone che hanno continuato a sostenere il suo canale durante le settimane più difficili.
Il riconoscimento ai sanitari cubani
Insieme al messaggio, Di Battista ha pubblicato una fotografia scattata con alcuni dei medici che lo hanno assistito nell’ospedale dell’Avana. Ha definito la sanità cubana un’eccellenza e ha raccontato di aver sperimentato personalmente la competenza e la disponibilità del personale dell’Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras.
Dalla stanza al diciannovesimo piano della struttura, ha riferito di avere ricevuto dai sanitari cure e vicinanza umana. Ha inoltre promesso di ricostruire nei prossimi giorni ciò che gli è accaduto, ringraziando chi ha mantenuto attivo il sostegno al suo progetto editoriale.
L’attacco al blocco statunitense
Il viaggio a L’Avana, ha ricordato Di Battista, era nato anche dall’intenzione di documentare gli effetti del blocco imposto dagli Stati Uniti. Nel suo intervento ha collegato l’origine di quella politica al 1962, durante la presidenza di John Fitzgerald Kennedy, dopo il fallimento dello sbarco nella Baia dei Porci organizzato dalla CIA contro il governo di Fidel Castro.
Secondo la sua denuncia, a distanza di 64 anni le restrizioni continuano a pesare sulla popolazione cubana. Ha descritto una situazione caratterizzata da ospedali privi d’acqua, difficoltà nel rifornimento di carburante per le ambulanze, strade quasi deserte e intere zone senza illuminazione dopo il tramonto.
Il ricovero e il rientro in Italia
Di Battista ha criticato anche il modo in cui, a suo giudizio, vengono rappresentate le condizioni dell’isola. Le immagini delle città con cumuli di rifiuti, ha sostenuto, non spiegherebbero le responsabilità che attribuisce alle sanzioni e alla politica statunitense. Nonostante il quadro descritto, ha sottolineato la capacità dei cubani di resistere.
Il malore lo aveva colpito il 28 agosto. Dopo l’operazione d’urgenza a Cuba, l’ex deputato è rientrato in Italia il 12 settembre a bordo di un’aeroambulanza; in seguito è stato ricoverato al Gemelli di Roma, dal quale è uscito il 18 settembre. «Non dimenticherò mai tutto quello che Cuba ha fatto per me», ha scritto, annunciando che continuerà a occuparsi delle vicende che considera ancora poco raccontate.