37notizie oggi Scopri i vantaggi
Politica 1 min di lettura59 min fa

Minori in carcere, l’allarme di don Loffredo: “Così cresce la rabbia”

Il parroco napoletano, attivo da trent’anni, invita a puntare sull’utilità sociale dei giovani invece di affidarsi soltanto alla detenzione.

Per don Antonio Loffredo, parroco a Napoli da 30 anni, il carcere non riesce a risolvere il disagio dei minori. Il sacerdote descrive una presenza dello Stato ancora troppo debole in alcune aree della società e avverte che l’isolamento può alimentare nuove forme di rabbia e devianza.

Offerta del giorno23 ottobre

LOOKFANTASTIC

-22% da LOOKFANTASTIC IT

Scade domani
******


La detenzione non spegne il disagio

Nel corso della sua esperienza, Loffredo ha incontrato molti adolescenti finiti dietro le sbarre. La sua risposta, riferita alla quantità di casi osservati, è netta: «Sempre troppi. In ogni stagione».

Secondo il parroco, il fenomeno resta visibile indipendentemente dal contesto politico o dalle difficoltà economiche del momento. «In certi angoli della società, lo Stato si affaccia proprio poco», osserva, indicando nella marginalità uno dei nodi centrali della questione.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Il rischio di una scuola criminale

Loffredo contesta l’idea che le sbarre possano bastare a contenere il problema. «Non hanno mai vinto la rabbia, l’isolamento, l’odio», sostiene, richiamando un’immagine spesso utilizzata nel dibattito politico sulla sicurezza.

Il sacerdote mette inoltre in guardia dall’inserimento dei ragazzi insieme ai detenuti adulti: a suo giudizio, quel contatto può trasformare il carcere in una sorta di «università del crimine». Per questo propone di aiutare i giovani a sentirsi utili, una posizione che definisce non semplice buonismo, ma pragmatismo.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere