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Politica 3 min di lettura1 ora fa

Milano, il verdetto è vicino: Lega e FI si sfidano sul candidato

La partita per Palazzo Marino entra nella fase decisiva: La Russa indica novembre come momento della scelta, mentre Salvini e Tajani restano su posizioni diverse.

La corsa del centrodestra per Palazzo Marino entra nella fase decisiva, con una nuova scadenza fissata per l'inizio di novembre. Il nome dovrebbe emergere dopo il congresso straordinario della Lega, ma Ignazio La Russa assicura che la decisione arriverà comunque, anche indipendentemente dall'appuntamento del partito guidato da Matteo Salvini.

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Novembre diventa il mese decisivo

Il presidente del Senato considera i primi giorni di novembre il momento più probabile per chiudere il dossier. La Russa, da tempo coinvolto nelle trattative, aveva già indicato l'estate come termine per arrivare a una candidatura condivisa: quella previsione non si è concretizzata, ma ora sostiene che la soluzione sia vicina.

Il congresso leghista si svolgerà il prossimo fine settimana proprio a Milano. Salvini dovrebbe sfruttare l'occasione per ribadire il sostegno a Silvia Sardone, europarlamentare che da settimane sta svolgendo attività politica in vista della possibile candidatura. La scelta, secondo La Russa, non sarà però subordinata all'esito dei lavori congressuali.


Perego e Sardone dividono gli alleati

Forza Italia continua a puntare sul sottosegretario alla Difesa Matteo Perego. Antonio Tajani lo considera "il miglior candidato che il centrodestra possa mettere in campo" e ne valorizza soprattutto l'esperienza sui temi della sicurezza, indicati come una delle principali preoccupazioni degli abitanti di Milano.

La Lega, al contrario, resta concentrata su Sardone. L'europarlamentare ha chiesto di accelerare, ricordando che un eventuale voto in primavera renderebbe necessario avviare presto la campagna elettorale. I sondaggi, ha sottolineato, vedono il centrodestra in una posizione di svantaggio. Se la scelta dovesse cadere su un altro nome, Sardone si è detta pronta a sostenere il candidato della coalizione, chiedendo però reciprocità agli alleati.


Lupi resta tra le ipotesi

Nel confronto rimane anche Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati. È una candidatura sostenuta da La Russa, che finora non è riuscito a ottenere il via libera degli altri partiti della maggioranza.

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Il contrasto tra Forza Italia e Lega si è riacceso dopo le tensioni della scorsa settimana. Gli azzurri hanno persino invitato il Carroccio a valutare una corsa autonoma, mentre Tajani continua a escludere, almeno nelle dichiarazioni pubbliche, una rottura definitiva e insiste sulla necessità di discutere con gli alleati senza divisioni.


Primarie, la proposta che divide

Sardone ha anche rilanciato l'ipotesi delle primarie nel caso in cui i leader non riuscissero a trovare un'intesa. È convinta di poter prevalere, pur definendo questo strumento non indispensabile ma utile per superare l'impasse.

Perego, invece, dà per possibile un accordo interno e ritiene che la decisione finale sarà presa nell'interesse dei milanesi. A suo giudizio, le primarie dovrebbero restare una soluzione del centrosinistra, mentre un sistema già funzionante andrebbe modificato soltanto in presenza di un'alternativa migliore.


Anche il centrosinistra si prepara

La competizione non riguarda soltanto la coalizione di destra. Nel centrosinistra Mario Calabresi e la vicesindaca Anna Scavuzzo sono pronti a partecipare alle primarie, mentre Tommaso Goisis ha già formalizzato la propria candidatura.

A breve dovrebbe aggiungersi anche Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Partito Democratico in Lombardia. Il quadro delle candidature milanesi è quindi ancora in movimento, ma il centrodestra dovrà affrontare prima di tutto il nodo interno tra la proposta leghista e quella di Forza Italia.

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