Milano, il nome che spacca il centrodestra: Tajani sfida la Lega
Forza Italia insiste su Matteo Perego di Cremnago, mentre il Carroccio rilancia Silvia Sardone e chiede di valutare le primarie per evitare una candidatura calata dall’alto.
La corsa del centrodestra per Palazzo Marino resta bloccata dal confronto tra Forza Italia e Lega. Antonio Tajani ha confermato a Milano il sostegno a Matteo Perego di Cremnago, mentre il partito di Matteo Salvini continua a preferire Silvia Sardone e reclama un metodo condiviso per scegliere il candidato.
Tajani punta tutto su Perego
Parlando all’iniziativa organizzata da Forza Italia nel capoluogo lombardo, Tajani ha rivendicato l’obiettivo di riportare la coalizione alla guida della città dopo quindici anni di amministrazioni progressiste. Il vicepremier ha anche presentato Perego come il profilo capace di rappresentare un cambiamento, arrivando a chiamarlo “sindaco” davanti ai militanti e ai dirigenti azzurri.
Secondo il leader di Forza Italia, il sottosegretario alla Difesa sarebbe adatto a Milano non soltanto per l’appartenenza politica, ma per competenze e sintonia con l’identità cittadina. Tajani ha indicato nella sicurezza una delle priorità della prossima amministrazione, sostenendo che il Comune debba affiancare l’azione dello Stato con una strategia propria.
La Lega rilancia Sardone
La scelta di Perego, tuttavia, non è stata accolta dalla Lega. Salvini ha nuovamente indicato Silvia Sardone, sua vicesegretaria, e ha riproposto l’idea delle primarie nel caso in cui i partiti della coalizione non riescano a trovare un’intesa. Il Carroccio considera l’eurodeputata e consigliera comunale la candidata con le maggiori possibilità di successo secondo i sondaggi.
Samuele Piscina, segretario provinciale milanese della Lega, ha contestato soprattutto il metodo seguito da Forza Italia. A suo giudizio, presentare Perego pubblicamente senza un confronto preventivo con gli alleati rischia di alimentare la frattura. Dal fronte leghista arriva quindi una richiesta precisa: ripartire da una candidatura ritenuta realmente competitiva, senza escludere a priori il ricorso alle primarie.
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Tre nomi e un appello all’unità
Nel quadro del centrodestra figura anche Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati e nome sostenuto dal presidente del Senato Ignazio La Russa. Quest’ultimo ha invitato gli alleati a non trasformare la competizione interna in una divisione insanabile, avvertendo che il percorso verso le elezioni milanesi presenta già diverse difficoltà.
La Russa ha inoltre osservato che l’ipotesi iniziale di un candidato civico sembra ormai superata: i tre nomi oggi sul tavolo appartengono infatti alla politica. Il richiamo all’unità è stato rivolto anche agli esponenti lombardi di Forza Italia, tra cui Alessandro Sorte e Gabriele Albertini.
Primarie escluse da Forza Italia
Perego ha respinto l’ipotesi delle consultazioni interne, definendole uno strumento associato a una sinistra divisa. Il candidato azzurro ha però mantenuto un tono fiducioso sulla possibilità che i vertici del centrodestra arrivino a una mediazione e affrontino la sfida con una candidatura comune.
Anche Sardone ha ribadito di volere una coalizione compatta e ha dichiarato di ritenere possibile la vittoria a Milano. La Lega, però, non sembra intenzionata a ritirare la propria proposta, mentre Forza Italia continua a difendere Perego. La partita resta quindi aperta, con l’unità del centrodestra ancora da costruire.
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