Milano, Calabresi davanti ai dem: i numeri che spostano le primarie
Un sondaggio attribuisce al giornalista un vantaggio netto su Majorino e Scavuzzo, mentre nel Pd cresce la prudenza e il percorso verso le primarie resta tutt’altro che definito.
L’ipotesi che più irrita il sindaco Giuseppe Sala è quella di un cambio invocato senza una struttura politica solida alle spalle. Commentando l’eventuale corsa di Mario Calabresi, Sala ha infatti ricordato che non basta parlare di svolta: serve un progetto definito, una squadra capace di sostenerlo e una storia personale che tranquillizzi Milano sulla gestione del cambiamento.
Il Pd frena sul percorso
Sul fronte dem, intanto, il messaggio è di cautela. L’organizzazione del partito ha riunito Igor Taruffi, i vertici milanesi Alessandro Capelli e Silvia Roggiani, oltre a Pierfrancesco Majorino, Anna Scavuzzo e Lorenzo Pacini, tutti nomi che si sono detti disponibili o interessati a una eventuale sfida interna.
Dall’incontro sarebbe emersa l’indicazione di rallentare: mancano ancora molti mesi al voto e, soprattutto, resta da capire quale linea verrà adottata a livello nazionale. Nel partito non escludono affatto che la consultazione possa non tenersi, mentre la discussione sul programma è stata spostata a novembre, insieme alla coalizione che dovrebbe essere la più ampia possibile. Se poi si decidesse di ricorrere alle primarie, l’orizzonte indicato sarebbe quello dei primi mesi del 2027.
Calabresi in testa nei consensi
A fotografare il quadro è l’indagine di settembre del Monitor Ixè-Milano: se si votasse oggi, Mario Calabresi sarebbe in vantaggio con una forbice compresa tra il 48 e il 53%. Dietro di lui si colloca Majorino, accreditato del 30-36%, mentre Scavuzzo raccoglierebbe tra l’8 e il 10%.
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Il sondaggio segnala inoltre che la notorietà non coincide con il consenso. A guidare la classifica della conoscenza è Majorino, che raggiunge il 75%; Calabresi si fermerebbe otto punti sotto, mentre Scavuzzo arriverebbe al 48%.
Un quadro ancora aperto
Sul piano politico, l’orientamento degli intervistati pende più verso un “candidato del centrosinistra” che verso un esponente del centrodestra: i primi sono al 45%, i secondi al 38%. Rimane però un 16% che guarda a un profilo diverso, non riconducibile in modo diretto ai due poli tradizionali.
Anche la candidatura di Calabresi, per ora, non ha ricevuto una spinta esplicita dai vertici nazionali del Pd, pur senza manifestazioni di freddezza. La linea ufficiale resta quella del programma prima di tutto, mentre sullo sfondo continua a crescere il numero di possibili sfidanti. Tra questi c’è anche Carlotta Cossutta, docente alla Statale di Milano e nipote di Armando, che questa sera presenterà pubblicamente la sua corsa con l’iniziativa intitolata “Milano ti voglio”.
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