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Politica 2 min di lettura5 giorni fa

Meloni e l’ipotesi voto: il dossier sui fedelissimi in bilico

Nel centrodestra cresce l’allarme sulla legge elettorale: se la riforma non passa, la finestra di gennaio resta sul tavolo, mentre in primavera tornano possibili le urne.

La partita sulla legge elettorale sta già cambiando i tempi della politica di governo. A Palazzo Chigi, secondo quanto emerge, si ragiona su due scenari opposti: una corsa alle urne a gennaio se la riforma dovesse arenarsi, oppure un passaggio elettorale in primavera nel caso il progetto andasse in porto.

Nel frattempo, la premier avrebbe richiamato ministri e gruppi parlamentari anche per un problema molto concreto: le assenze in Aula. Il nodo, però, non riguarda soltanto la tenuta numerica della maggioranza, ma anche il clima di sospetto che si è creato attorno a chi potrebbe pagare un prezzo politico nel voto successivo.


L’elenco dei nomi a rischio

Dentro il perimetro della maggioranza sarebbe circolato un elenco riservato di possibili “traditori”. La selezione, stando al testo, si baserebbe su un criterio preciso: i parlamentari che vedono compromessa la rielezione a causa delle preferenze.

L’idea di fondo è che proprio questi profili possano diventare i più esposti a un cambio di rotta o a franchi tiratori. Per questo si starebbero studiando contromisure interne, più politiche che formali, per tenere insieme i voti necessari e ridurre il margine di sorpresa.

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Pressioni, controlli e riunioni motivate

Accanto alla caccia ai numeri, sarebbero state immaginate anche forme di controllo sui comportamenti in Parlamento. Il testo parla di tentativi di “spiare” i movimenti della mano di chi vota in Aula, non solo dall’alto ma persino contando sulla vicinanza di chi siede accanto.

Parallelamente, sarebbero partite riunioni con tono rassicurante per convincere i più incerti a restare compatti. La formula usata, secondo il resoconto, è netta: «Ti salveremo».

L’obiettivo resta evitare che la discussione sulla riforma si trasformi in un test sulla lealtà interna. E proprio per questo, oltre al lavoro politico sulla legge elettorale, il dossier assenze è diventato uno dei punti più sensibili della fase attuale.

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