Meloni alza il tiro: deficit, Istat e la stoccata su Mattarella
In tv la premier difende la rotta del governo su conti pubblici, salari e scuola, mentre respinge le critiche e rilancia anche sulla distribuzione degli studenti stranieri nelle classi.
La presidente del Consiglio ha difeso la linea economica dell’esecutivo e, nello stesso passaggio televisivo, ha aperto un nuovo fronte con l’Istat e con Sergio Mattarella. Prima ancora della scuola, però, Giorgia Meloni ha messo in chiaro che la strada sulla manovra non cambia.
Conti pubblici e salario minimo fiscale
Sul deficit 2025, rimasto oltre il 3%, la premier ha espresso rammarico per il mancato addio anticipato alla procedura Ue, pur ribadendo che il percorso fissato resterà lo stesso. Ha spiegato che il governo andrà avanti secondo la tabella di marcia già definita e ha rilanciato l’obiettivo di confermare la detassazione degli aumenti contrattuali nella legge di bilancio.
Nel passaggio dedicato all’Istat, Meloni ha parlato di dati che la lasciano perplessa e ha ricordato anche la revisione al rialzo delle stime di crescita del 2024. «Non so se l’Istat sottostimi gli italiani o il Governo ma sta accadendo», ha detto, aggiungendo che le spiacerebbe scoprire in futuro di essere stati più prudenti del necessario sul ritorno sotto la soglia del 3%.
La scuola diventa il nuovo terreno di scontro
La parte più tesa dell’intervista è arrivata sul decreto Scuola, atteso giovedì in Consiglio dei ministri. Meloni ha contestato l’idea che le parole del capo dello Stato vengano lette come una bocciatura dell’intervento dell’esecutivo e ha sostenuto che l’obiettivo di evitare i ghetti coincida con quello del governo.
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La premier ha poi insistito sul principio della distribuzione più equilibrata degli alunni stranieri che non parlano italiano, sostenendo che concentrare molti studenti nella stessa classe favorisca l’isolamento. Ha richiamato anche il precedente istituzionale del passato: quando Mattarella era ministro dell’Istruzione, ha ricordato, venivano inviate circolari contro l’accorpamento degli stranieri in un’unica classe.
Zes unica e manovra 2026
Sul piano economico, Meloni ha annunciato che nelle prossime riunioni del Consiglio dei ministri dovrebbe arrivare anche l’ampliamento delle semplificazioni previste per la Zes unica. Ha sostenuto che su questo dossier esista una convergenza politica più ampia del previsto e ha ironizzato sul fatto che una proposta simile sia ora rivendicata anche da chi in passato la giudicava inutile.
Infine, guardando alla manovra per il 2026, la premier ha confermato la volontà di mantenere la detassazione sugli aumenti contrattuali al 5% nel settore privato. Secondo i dati citati da Palazzo Chigi, la misura avrebbe coinvolto oltre 4 milioni di lavoratori e avrebbe contribuito, almeno in parte, al recupero dei salari.
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