Mattia, la denuncia della madre: “Non bastano i cordogli
Nel giorno che avrebbe segnato il 29esimo compleanno di Mattia Battistetti, a Treviso si è tornati a parlare di sicurezza, processi e tutela legale per le famiglie delle vittime sul lavoro.
Il compleanno che non è mai arrivato per Mattia Battistetti è diventato il simbolo di una battaglia più ampia: quella dei familiari delle persone morte mentre lavoravano. A Quinto di Treviso, durante un incontro dedicato alle vittime del dovere, Monica Michielin ha rilanciato la sua richiesta di giustizia e ha contestato la sentenza sul caso del figlio, morto a 23 anni nel cantiere di Montebelluna.
A fare da sfondo c’erano anche i numeri più recenti sugli incidenti mortali: nel 2025 le vittime sul lavoro sono state 1.189, dato peraltro incompleto perché gli archivi Inail non includono chi non è assicurato. Sul palco è arrivata anche la voce del sindacato, che ha chiesto più controlli, più ispettori e investimenti per la sicurezza.
La battaglia della famiglia Battistetti
Mattia è morto il 29 aprile 2021, travolto da un bancale di 15 quintali caduto da una gru. Il processo si è chiuso il 18 marzo 2026 con l’assoluzione, per non aver commesso il fatto, dei datori di lavoro delle imprese coinvolte; sono stati invece condannati il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione e altri due lavoratori.
La madre, che da cinque anni porta avanti insieme al marito e alla figlia la richiesta di verità, non considera chiusa la vicenda. Ha spiegato che la famiglia attende l’appello e ha ribadito che il figlio non può essere ridotto a una notizia di cronaca.
“Mattia non è un numero, un semplice fatto di cronaca. Era un ragazzo con una vita davanti, con sogni, affetti e un futuro che gli è stato tolto”, ha detto Michielin durante la tavola rotonda, insistendo sul peso che resta sulle spalle dei parenti dopo una tragedia del genere.
Il nodo sicurezza e la richiesta al Parlamento
Nel corso della giornata, il segretario generale della Fillea Cgil, Antonio Di Franco, ha parlato di una linea del governo sulla sicurezza che, a suo giudizio, “fa acqua da tutte le parti”. Ha citato un morto ogni otto ore e un ferito al minuto, chiedendo un confronto vero con le parti sociali e un rafforzamento dei controlli.
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Di Franco ha anche invitato il Parlamento ad approvare entro la fine dell’attuale legislatura la proposta di legge numero 2904 del 27 aprile 2026, già firmata da maggioranza e opposizioni. Il testo prevede il gratuito patrocinio, senza limiti di reddito, per i familiari di chi perde la vita o subisce lesioni gravi nei luoghi di lavoro.
“Non bastano i cordogli del giorno delle stragi sul lavoro”, ha aggiunto Michielin, collegando il dolore delle famiglie alla necessità di strumenti concreti. Per il sindacato, infatti, dietro ogni cifra ci sono persone e parenti che spesso devono sostenere spese legali rilevanti mentre affrontano processi lunghi e complessi.
Una cerimonia per chi resta
L’iniziativa di Quinto di Treviso, promossa dalla Fillea Cgil, è stata pensata proprio in ricordo del compleanno di Mattia Battistetti. Alla tavola rotonda hanno partecipato anche Mauro Visentin, segretario generale Fillea Cgil Veneto, e Sara Pasqualin, segretaria generale Cgil Treviso.
Nel corso dell’incontro, diversi familiari arrivati da tutta Italia hanno raccontato perdite simili, spesso consumate mentre i loro cari stavano “semplicemente” lavorando. È stata una sfilata di testimonianze segnata dalla commozione, ma anche dalla richiesta di riconoscere diritti più solidi a chi, oltre al lutto, deve affrontare il percorso della giustizia.
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