1.417notizie oggi
Politica 2 min di lettura12 ott

Mattarella e il futuro dell’Europa: la sfida è difendere la persona

Alla celebrazione degli 80 anni di Cida, il presidente richiama istituzioni e dirigenti a rafforzare coesione, diritti e fiducia nell’epoca dell’intelligenza artificiale.

La trasformazione tecnologica sta ridisegnando il lavoro e la società, ma per Sergio Mattarella il progresso non può essere misurato soltanto in termini di produttività. Intelligenza artificiale e robotica, ha sottolineato il presidente della Repubblica, devono contribuire anche a proteggere la dignità delle persone e a consolidare la coesione sociale.

Offerta del giorno13 ottobre

Douglas

-20% su ordini da 69€ da Douglas

Scade tra 5 giorni
*******


Tecnologia, persona e coesione

Nel suo intervento per gli 80 anni della Cida, Confederazione italiana dirigenti e alte professionalità, Mattarella ha invitato a governare il cambiamento senza subirlo. «Non sarà facile sfruttare l’onda prorompente delle nuove tecnologie digitali, dell’intelligenza artificiale, della robotica ponendole a servizio non soltanto di maggiori profitti e di migliore efficienza», ha affermato.

Secondo il capo dello Stato, la sfida riguarda anche la qualità della crescita e il modo in cui vengono organizzati i sistemi produttivi e sociali. A dirigenti pubblici e privati, compresi quelli impegnati nei servizi essenziali e nei settori emergenti, spetta una responsabilità concreta nel mantenere il Paese protagonista del proprio domani.

Il presidente ha collegato questo compito al principio costituzionale che unisce lavoro, diritti della persona e doveri di solidarietà. In questa prospettiva, l’innovazione deve rivolgersi anche alle nuove generazioni e diventare uno strumento per costruire opportunità future.


L’Europa come scelta necessaria

Mattarella ha poi indicato nell’Unione europea il perimetro entro cui l’Italia deve elaborare le proprie risposte. «L’Europa è la dimensione, lo spazio in cui pensarsi e agire», ha detto, sostenendo che tale consapevolezza sia indispensabile per mantenere quel modello sociale europeo al quale, ha osservato, nessuno intende rinunciare.

La difesa di quel modello, tuttavia, richiede decisioni coerenti da parte delle istituzioni. Il presidente ha quindi esortato i dirigenti a misurarsi con le trasformazioni in corso con energia e fiducia, collegando l’azione europea alla tutela dei diritti e alla capacità di affrontare il futuro.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


L’unità da non disperdere

Nel rivolgersi direttamente alla dirigenza, il capo dello Stato ha ricordato anche il prezzo pagato da alcuni suoi rappresentanti negli anni del terrorismo. Le Brigate Rosse colpirono infatti diversi dirigenti nel tentativo di indebolire i riferimenti del modello di vita italiano.

Mattarella ha rimarcato che il terrorismo venne sconfitto grazie ai valori civili e alla compattezza del Paese. Da qui il richiamo a non lasciare che i conflitti e le divisioni cancellino una base comune: «Quell’unità di fondo non si deve disperdere anche quando asprezze e contrapposizioni di merito conquistano il centro della scena».


La Carta della dirigenza

Durante la cerimonia, Cida ha consegnato al presidente la Carta della dirigenza e delle alte professionalità. Il documento raccoglie cinque impegni dedicati a libertà, persona, merito, fiducia e futuro.

La ricorrenza ha così unito memoria e prospettive: da una parte il ruolo svolto dai dirigenti nella storia della Repubblica, dall’altra la necessità di orientare innovazione, lavoro e responsabilità pubblica verso una società più coesa.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere