Mattarella avverte sull’ambiente: la biodiversità può salvarci o perderci
A Torino il capo dello Stato ha collegato tutela naturale e scelte pubbliche, chiedendo politiche capaci di riconoscere il peso reale della biodiversità.
Dal Teatro Regio di Torino Sergio Mattarella ha lanciato un richiamo netto: il rapporto tra uomo e natura, se non governato con attenzione, può ribaltarsi fino a diventare pericoloso per lo stesso genere umano. L’intervento è arrivato all’apertura di Terra Madre Salone del Gusto, davanti a una platea riunita per parlare di cibo, territorio e futuro.
Il presidente della Repubblica ha insistito sul fatto che la ricchezza biologica non è un elemento accessorio, ma una base concreta dello sviluppo umano. Per questo, ha sostenuto, non basta evocarla in termini astratti: servono scelte pubbliche capaci di riconoscerne il peso e di tradurlo in azioni coerenti.
Il monito sul valore della biodiversità
Nel suo passaggio più forte, Mattarella ha descritto la biodiversità come un patrimonio che chiama in causa direttamente la responsabilità collettiva. L’idea è che la varietà genetica abbia accompagnato la crescita dell’umanità per secoli, ma che l’assenza di cura possa finire per consumare proprio ciò che la sostiene.
Da qui l’avvertimento: comprimere questa ricchezza, senza tutela e senza attenzione, significa avvicinarsi a un esito distruttivo. Il capo dello Stato ha quindi legato la difesa dell’ambiente non solo alla conservazione, ma anche alla sopravvivenza e alla qualità dello sviluppo.
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Politiche capaci di darle peso
Mattarella ha poi spostato il discorso sul piano delle decisioni istituzionali. A suo giudizio, la biodiversità ha bisogno di politiche che le attribuiscano un valore adeguato, perché solo così può essere difesa davvero e non soltanto proclamata come principio.
L’appello, formulato nel contesto dell’inaugurazione torinese, mette insieme tema ambientale e responsabilità pubblica. In altre parole, la tutela della ricchezza naturale non può restare un obiettivo generico: deve entrare nelle scelte concrete di governo e nelle priorità delle istituzioni.
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