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Politica 3 min di lettura12 ott

Mattarella ai dirigenti: il futuro si gioca tra tecnologia e coesione

All’ottantesimo anniversario di Cida, il capo dello Stato richiama il valore del lavoro dirigente, dell’Europa e dell’unità nazionale davanti alle nuove trasformazioni

Le funzioni dirigenziali, tanto nel settore pubblico quanto in quello privato, rappresentano una componente decisiva per una società che voglia orientare il proprio domani. Sergio Mattarella lo ha sottolineato celebrando gli 80 anni della Cida, la Confederazione italiana dirigenti e alte professionalità, indicando nel rapporto tra lavoro, diritti e solidarietà uno dei pilastri del modello costituzionale.

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Il lavoro guarda alle nuove sfide

«Le funzioni dirigenti private e pubbliche, dei servizi essenziali, dei settori emergenti sono una nervatura essenziale di una società che voglia restare protagonista del proprio futuro», ha affermato Mattarella. Secondo il presidente della Repubblica, questa responsabilità si inserisce nell’alleanza del lavoro prevista dalla Costituzione, collegata sia all’universalità dei diritti sia ai doveri di solidarietà politica, economica e sociale.

Il capo dello Stato ha invitato a mantenere lo sguardo rivolto alle giovani generazioni. Ha inoltre richiamato l’impatto delle tecnologie digitali, dell’intelligenza artificiale e della robotica: il loro sviluppo, ha osservato, dovrà migliorare efficienza e produttività senza relegare in secondo piano la dignità delle persone e la coesione della comunità.


L’innovazione non può escludere

Per Mattarella, il cambiamento in corso impone di adeguare rapidamente competenze e capacità decisionali. La difficoltà principale consiste nel fare in modo che le innovazioni non producano soltanto maggiori profitti, ma contribuiscano anche a una crescita di qualità e a un’organizzazione economica e sociale centrata sulla persona.

«Dobbiamo tenerne il passo», ha detto il presidente riferendosi al nuovo scenario. L’impegno richiesto, ha aggiunto, riguarda anche l’attività quotidiana dei dirigenti, chiamati a governare trasformazioni profonde e a orientarle verso obiettivi compatibili con la tutela della dignità individuale.


Europa e coesione restano decisive

Nel suo intervento, Mattarella ha attribuito all’Europa il ruolo di principale dimensione politica e operativa per affrontare le sfide contemporanee. «L’Europa è la dimensione, lo spazio in cui pensarsi e agire», ha dichiarato, sostenendo che questa consapevolezza sia necessaria per preservare il modello sociale europeo.

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Il presidente ha quindi sollecitato istituzioni e dirigenti a compiere scelte coerenti con quella prospettiva. Ai partecipanti all’assemblea ha rivolto l’augurio di affrontare le prove future con energia e fiducia, valorizzando competenze professionali e senso di responsabilità.


Dalla memoria una lezione civile

Mattarella ha ricordato anche il prezzo pagato da molti dirigenti durante gli anni del terrorismo. Le Brigate Rosse, ha spiegato, colpirono alcune figure manageriali nel tentativo di indebolire i riferimenti del modello di vita democratico, ma il Paese riuscì a sconfiggere quella minaccia facendo leva sui propri valori civili e sulla coesione nazionale.

Da qui il richiamo a non smarrire l’unità di fondo della Repubblica quando il confronto politico si fa più duro. Le divergenze sui contenuti, secondo il capo dello Stato, non devono cancellare i legami essenziali che tengono insieme la comunità nazionale.


Ottant’anni tra Repubblica e Cida

La ricorrenza della Confederazione coincide con gli 80 anni della Repubblica. Mattarella ha definito significativa questa sovrapposizione: Cida nacque infatti nel dopoguerra, con l’ambizione di contribuire alla costruzione di un’Italia migliore, mentre l’attività dei dirigenti si è intrecciata nel tempo con la modernizzazione dello Stato e con la coesione tra le diverse componenti sociali.

Il presidente ha ricordato il contributo offerto dai dirigenti all’attuazione del PNRR, considerato importante per sostenere la ripresa dopo la pandemia. Ha citato inoltre l’esperienza del primo presidente della Confederazione, Togni, membro della Costituente, parlamentare e ministro, associandola alle iniziative sulla libertà economica e sulla tutela dei consumatori, comprese quelle contro i monopoli. Tra le battaglie più recenti ha infine indicato quella per una maggiore equità fiscale, richiamata dal presidente Cuzzilla.

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