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Politica 2 min di lettura2 ore fa

Marcus chiede ai cittadini di boicottare l’intelligenza artificiale

Durante un incontro alla Sapienza, lo psicologo ha chiesto regole mondiali e criticato la spinta commerciale dei grandi gruppi

Gary Marcus ha invitato i cittadini a non utilizzare l’intelligenza artificiale finché le aziende non ne avranno corretto i problemi. Lo psicologo e docente emerito di Psicologia e Neuroscienze ha parlato all’Università La Sapienza di Roma, durante l’incontro “AI Beyond the Hype - From Intelligence to Epistemia”.

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Il boicottaggio contro i sistemi IA

Secondo Marcus, le grandi società tecnologiche stanno favorendo l’adozione degli strumenti di IA soprattutto per ragioni economiche. L’accademico ha inoltre espresso perplessità sugli agenti IA e ha rivolto ai cittadini un appello diretto: «Quello che dobbiamo fare come cittadini è non usare l’intelligenza artificiale, boicottarla fino a che le aziende non la mettono a posto».

Nel suo intervento, Marcus ha accusato OpenAI di aver ridimensionato più volte i rischi legati ai propri sistemi. L’azienda, che ha creato ChatGpt e ha dato impulso alla corsa commerciale dell’IA nel novembre 2022, potrebbe secondo lui andare incontro a una parabola simile a quella di WeWork.

L’accademico ha paragonato OpenAI alla società statunitense guidata da un dirigente carismatico e poi crollata dopo la quotazione in Borsa. Il riferimento è arrivato mentre discuteva dei limiti dell’attuale sviluppo tecnologico e della comunicazione sui pericoli dei modelli di intelligenza artificiale.


Le regole oltre i confini nazionali

Per Marcus non bastano interventi isolati dei singoli Stati: serve una «governance globale sull’IA». La gestione della tecnologia, a suo giudizio, deve quindi coinvolgere istituzioni e Paesi diversi, con criteri condivisi per valutarne rischi e utilizzi.

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Lo psicologo ha anche giudicato positivamente l’attenzione dedicata dal Papa all’intelligenza artificiale attraverso l’enciclica Magnifica Humanitas. Ha osservato che il Pontefice «si è preso del tempo per capire questa tecnologia, poche persone lo fanno», attribuendo valore alla scelta di approfondire il tema prima di esprimere una posizione.


Il ruolo dell’università

Ad aprire l’iniziativa era stata Antonella Polimeni, rettrice de La Sapienza. Nel suo intervento ha richiamato la responsabilità dell’università nella formazione del pensiero critico, anche davanti alla rapida diffusione degli strumenti basati sull’IA.

Walter Quattrociocchi, docente del Dipartimento di Informatica dell’ateneo romano, ha invece posto l’accento sulla capacità di distinguere ciò che merita fiducia dai contenuti privi di qualità prodotti dai sistemi automatici. La scienza, ha spiegato, deve continuare a porre nuove domande per evitare di scambiare una semplice approssimazione statistica per una forma di intelligenza.

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