Marcus chiede ai cittadini di boicottare l’intelligenza artificiale
Durante un incontro alla Sapienza, lo psicologo ha chiesto regole mondiali e criticato la spinta commerciale dei grandi gruppi
Gary Marcus ha invitato i cittadini a non utilizzare l’intelligenza artificiale finché le aziende non ne avranno corretto i problemi. Lo psicologo e docente emerito di Psicologia e Neuroscienze ha parlato all’Università La Sapienza di Roma, durante l’incontro “AI Beyond the Hype - From Intelligence to Epistemia”.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura
Il boicottaggio contro i sistemi IA
Secondo Marcus, le grandi società tecnologiche stanno favorendo l’adozione degli strumenti di IA soprattutto per ragioni economiche. L’accademico ha inoltre espresso perplessità sugli agenti IA e ha rivolto ai cittadini un appello diretto: «Quello che dobbiamo fare come cittadini è non usare l’intelligenza artificiale, boicottarla fino a che le aziende non la mettono a posto».
Nel suo intervento, Marcus ha accusato OpenAI di aver ridimensionato più volte i rischi legati ai propri sistemi. L’azienda, che ha creato ChatGpt e ha dato impulso alla corsa commerciale dell’IA nel novembre 2022, potrebbe secondo lui andare incontro a una parabola simile a quella di WeWork.
L’accademico ha paragonato OpenAI alla società statunitense guidata da un dirigente carismatico e poi crollata dopo la quotazione in Borsa. Il riferimento è arrivato mentre discuteva dei limiti dell’attuale sviluppo tecnologico e della comunicazione sui pericoli dei modelli di intelligenza artificiale.
Le regole oltre i confini nazionali
Per Marcus non bastano interventi isolati dei singoli Stati: serve una «governance globale sull’IA». La gestione della tecnologia, a suo giudizio, deve quindi coinvolgere istituzioni e Paesi diversi, con criteri condivisi per valutarne rischi e utilizzi.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Lo psicologo ha anche giudicato positivamente l’attenzione dedicata dal Papa all’intelligenza artificiale attraverso l’enciclica Magnifica Humanitas. Ha osservato che il Pontefice «si è preso del tempo per capire questa tecnologia, poche persone lo fanno», attribuendo valore alla scelta di approfondire il tema prima di esprimere una posizione.
Il ruolo dell’università
Ad aprire l’iniziativa era stata Antonella Polimeni, rettrice de La Sapienza. Nel suo intervento ha richiamato la responsabilità dell’università nella formazione del pensiero critico, anche davanti alla rapida diffusione degli strumenti basati sull’IA.
Walter Quattrociocchi, docente del Dipartimento di Informatica dell’ateneo romano, ha invece posto l’accento sulla capacità di distinguere ciò che merita fiducia dai contenuti privi di qualità prodotti dai sistemi automatici. La scienza, ha spiegato, deve continuare a porre nuove domande per evitare di scambiare una semplice approssimazione statistica per una forma di intelligenza.
Continua a leggere
Meritocrazia Italia chiede al governo regole sull’intelligenza artificiale
L’associazione chiede regole sull’uso dell’intelligenza artificiale, incentivi alle imprese e una soglia agevolata fino a 200mila euro.
Leone chiede nuove iniziative di pace dopo Oleshky
Il pontefice ha ricordato anche i Giochi giovanili di Dakar e gli appuntamenti romani per poveri e defunti.
Guerini chiede un sostegno armato maggiore per l’Ucraina
Il presidente del Copasir accusa l’esecutivo di non aver inviato armi all’Ucraina dall’autunno 2025
Meloni esclude Vannacci e chiede un governo senza ricatti
Nel volume in uscita lunedì, la premier ribadisce il no all’alleanza e guarda al centrodestra già esistente.