Guerini chiede un sostegno armato maggiore per l’Ucraina
Il presidente del Copasir accusa l’esecutivo di non aver inviato armi all’Ucraina dall’autunno 2025
Lorenzo Guerini chiede un impegno militare più consistente per l’Ucraina nel caso in cui il Pd torni al governo. L’esponente dem sostiene che l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni abbia interrotto per un anno l’invio di aiuti a Kiev.
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La posizione sull’Ucraina
La valutazione di Guerini è contenuta nel libro di Bruno Vespa, “Storia della seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein”, pubblicato da Mondadori e Rai Libri e atteso nelle librerie domenica 1 novembre.
Nel volume, il presidente del Copasir afferma che un eventuale governo sostenuto dal Pd dovrebbe aumentare il contributo italiano all’assistenza militare ucraina. Secondo la sua ricostruzione, Roma non avrebbe mandato altro materiale a Volodymyr Zelensky dall’ultimo novembre: «Per un anno, dal novembre 2025, non ha inviato più niente a Zelenskyi».
Guerini attribuisce quindi all’attuale maggioranza una linea meno incisiva rispetto a quella che, a suo giudizio, dovrebbe adottare un futuro esecutivo di centrosinistra. La dichiarazione è inserita nel confronto politico sul sostegno italiano a Kiev.
Le spese per la difesa
Nel libro, l’ex ministro della Difesa richiama anche l’esperienza del secondo governo Conte, durante il quale ricopriva lo stesso incarico. Guerini sostiene che quella fase abbia prodotto il più alto aumento della spesa militare registrato negli anni precedenti.
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A suo dire, allora fu creato per la prima volta un fondo pluriennale destinato agli investimenti nel settore della difesa. La spesa sarebbe salita dall’1% all’1,6% del Pil, secondo i dati citati dall’esponente del Pd.
Il progetto europeo
Guerini collega il rafforzamento delle capacità nazionali alla costruzione della difesa europea. A suo parere, gli Stati dovranno sviluppare le proprie strutture militari all’interno di una pianificazione condivisa e sotto un comando comune.
La linea indicata dall’ex ministro tiene dunque insieme due elementi: un sostegno italiano più ampio all’Ucraina e una cooperazione militare europea fondata sulle capacità dei singoli Paesi.
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