Kiev, Meloni conferma il sostegno: non cambio linea
La premier riconosce possibili costi elettorali e motiva il sostegno con la difesa degli interessi italiani
Giorgia Meloni ha confermato il sostegno all’Ucraina e ha escluso di voler cambiare posizione, nonostante il possibile costo politico.
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La scelta nel libro di Vespa
La presidente del Consiglio affronta il tema nel nuovo volume di Bruno Vespa, “Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein”, che sarà pubblicato lunedì 2 novembre da Mondadori-Rai libri.
In un’anticipazione del libro, Meloni riconosce che la linea del governo potrebbe non essere condivisa da una parte del suo elettorato. «Sono perfettamente consapevole che il nostro appoggio all’Ucraina può avere un prezzo politico, che possa esserci anche una parte del nostro elettorato che non è d’accordo, ma non intendo cambiare posizione», afferma la premier.
Le ragioni legate all’Italia
Nel passaggio dedicato alla guerra, Meloni chiarisce che la decisione non nasce soltanto dalla volontà di sostenere il popolo ucraino. La premier collega infatti l’appoggio a Kiev agli interessi dell’Italia e agli equilibri internazionali.
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«Perché io non sostengo l’Ucraina semplicemente per gli ucraini», spiega nel testo, aggiungendo: «Lo faccio per l’Italia». Secondo la presidente del Consiglio, un ordine internazionale regolato esclusivamente dalla forza militare sarebbe contrario agli interessi del nostro Paese.
Meloni presenta questa valutazione come un dato concreto, non come una semplice posizione politica. La premier ribadisce così la continuità della linea italiana sul sostegno all’Ucraina, anche di fronte alle possibili conseguenze sul piano elettorale.
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