Leggere donne per capire le donne: la sfida di Martucci ai ragazzi
Per la scrittrice, dare spazio alle protagoniste femminili nei libri per adolescenti può rafforzare l’empatia e contrastare alla radice la violenza di genere.
La prevenzione della violenza contro le donne può passare anche dalle storie che ragazzi e ragazze incontrano sui banchi di scuola e nel tempo libero. È la tesi di Mariella Martucci, autrice di libri per l’infanzia e l’adolescenza e ideatrice del podcast culturale femminista «Sputiamo su Holden», dedicato ai romanzi di formazione scritti da donne e incentrati su protagoniste femminili.
Dietro i dati sui femminicidi, raccolti secondo criteri non sempre uniformi, ci sono vittime reali. Le informazioni più recenti diffuse dal Viminale indicano inoltre una presenza frequente di giovani adulti tra gli autori. Secondo Martucci, una parte della violenza nasce dall’incapacità di accettare l’autonomia delle compagne e il loro diritto a essere protagoniste della propria esistenza.
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L’empatia passa anche dai romanzi
Per la scrittrice, il problema non riguarda soltanto i comportamenti individuali, ma anche l’immaginario costruito nel tempo. Un sistema culturale dominato dalle narrazioni maschili può contribuire a mantenere in vita l’idea delle donne come figure secondarie, mentre una maggiore varietà di punti di vista aiuterebbe a mettere in discussione quel modello.
«Il grande potere della lettura sta nella capacità di farci entrare in contatto con esperienze diverse dalla nostra», osserva Martucci. A suo giudizio, le ragazze vengono abituate fin da piccole a leggere storie incentrate su esperienze maschili; ai ragazzi, invece, viene offerta più raramente la possibilità di identificarsi con una protagonista e di confrontarsi con il punto di vista femminile.
Il tema riguarda anche la scuola. Nei libri di testo, la presenza delle autrici oscilla tra il 2% e il 15%, secondo i dati del progetto Polite - Pari opportunità nei libri di testo. Il dato appare ancora più significativo se confrontato con la composizione del corpo docente: in Italia le donne rappresentano l’81,5% degli insegnanti, secondo il Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Oltre il modello di Holden
Nel manifesto audio del podcast, pubblicato l’anno scorso, Martucci ha messo in discussione il modo in cui la crescita è stata raccontata per generazioni. La ribellione di Holden, protagonista del romanzo di J.D. Salinger, è diventata un modello universale; molte vicende femminili, invece, sono rimaste ai margini o sono state considerate destinate soprattutto a un pubblico di nicchia.
Secondo l’autrice, questo squilibrio produce effetti diversi. Le lettrici rischiano di non riconoscersi come figure centrali e di aspirare soltanto al ruolo di Phoebe, la sorella più giovane e riflessiva che sostiene il protagonista. I ragazzi, non incontrando abbastanza personaggi femminili complessi, possono avere meno occasioni per sviluppare una reale comprensione delle esperienze vissute da ragazze e donne.
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Martucci ritiene quindi che i romanzi possano svolgere una funzione di prevenzione culturale, senza sostituire naturalmente gli altri strumenti necessari a contrastare la violenza. Leggere vicende differenti dalla propria, spiega, consente di riconoscere emozioni, paure e difficoltà che altrimenti resterebbero lontane.
Le paure che i classici ignorano
Tra gli aspetti meno presenti nella tradizione maschile della narrativa adolescenziale c’è la percezione del pericolo con cui molte ragazze convivono fin dalla pubertà, se non addirittura prima. Scegliere una strada più lunga ma frequentata o avvisare un’amica una volta rientrate a casa sono comportamenti quotidiani che spesso restano invisibili nei racconti dedicati alla crescita.
«L’esperienza femminile è una esperienza diversa da quella maschile, perché è diverso il modo in cui le donne si muovono nel mondo», sottolinea Martucci. Nei libri scritti da autrici, aggiunge, trovano più spazio il rapporto con il corpo, le relazioni familiari, il legame con l’altro sesso e il modo di attraversare la sofferenza.
Tra gli esempi citati nel primo episodio del podcast c’è «La campana di vetro» di Sylvia Plath. Il romanzo rappresenta la frustrazione di ragazze cresciute con l’aspirazione a una professione e poi spinte dalla società a rinunciare allo studio e alle ambizioni per diventare mogli e madri.
Storie per sentirsi protagoniste
Per Martucci, il valore di queste opere sta anche nella possibilità di riconoscersi. Una narrazione capace di dare forma a esperienze spesso taciute può far sentire meno sole le lettrici e offrire loro una conferma: le difficoltà che vivono non sono irrilevanti né esclusivamente personali.
L’autrice ha firmato, tra gli altri lavori, «La banda delle polpette» insieme a Carolina Capria per Mondadori e «Berry Bees» per Fabbri. Da quest’ultimo è stata realizzata una serie animata trasmessa su Rai Gulp e premiata per la promozione dell’empowerment femminile. La sua proposta, però, va oltre i singoli libri: rendere più equilibrato il panorama delle letture significa permettere a tutti, ragazze e ragazzi, di immaginarsi al centro della propria storia.
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