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Politica 1 min di lettura15 min fa

Lega, il voto che decide il dopo-Salvini: sfida a Milano

Salvini e Garavaglia si contendono la segreteria per i prossimi quattro anni, mentre il partito prepara nuovi equilibri interni e un possibile cambio di simbolo.

Matteo Salvini e Massimo Garavaglia si giocano oggi la guida della Lega fino al 2030. Il congresso straordinario, ospitato al centro congressi Allianz MiCo di Milano, si chiuderà con un voto segreto e la proclamazione del nuovo segretario.

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Un duello per la guida del partito

Salvini, segretario uscente e alla guida della formazione dal 2013, affronta Garavaglia, senatore ed ex ministro del governo Draghi. Il vincitore resterà in carica per quattro anni e dovrà accompagnare la Lega nella nuova fase delineata dallo statuto approvato nella prima giornata.

Prima dello scrutinio prenderanno la parola Lorenzo Fontana, presidente dell’assemblea, l’eurodeputata Silvia Sardone, i ministri e infine i due candidati. Dopo il conteggio delle schede toccherà al segretario eletto concludere i lavori del congresso.


Zaia e i nuovi equilibri

Tra i temi più attesi c’è il possibile incarico per Luca Zaia, oltre alle indicazioni che Salvini fornirà sulla composizione dei nuovi organi dirigenti. Lo statuto introduce una segreteria politica composta da 9 membri e la figura del coordinatore federale delle segreterie: entrambe le strutture saranno nominate dal leader, che avrà anche il potere di revocarle.

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La giornata conclusiva è iniziata con quasi un’ora di ritardo a causa di difficoltà tecniche. Fontana ha ironizzato sull’accaduto davanti ai delegati: «L'intelligenza artificiale evidentemente tanto intelligente ancora non è, abbiamo margini per sopravvivere».


Il simbolo verso una svolta

Un altro passaggio riguarda il contrassegno elettorale. La nuova versione potrebbe includere la dicitura «Italia federale», collegata a un vecchio copyright di Umberto Bossi, mantenendo però la sagoma di Alberto da Giussano.

In questo modo si chiuderebbe la stagione della denominazione «Lega Salvini premier», scelta durante la segreteria dell’attuale vicepremier. Il superamento di quel nome è legato anche agli effetti della nuova legge elettorale.

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